Il mondo del nuoto piange Mattia, indagine per omicidio. Il giallo della palestra senza autorizzazioni

La Procura di Modena ha aperto un fascicolo: più persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Ora si attende l'esito dell'autopsia

Il mondo del nuoto piange Mattia, indagine per omicidio. Il giallo della palestra senza autorizzazioni
Redazione Tiscali

Il mondo del nuoto azzurro è ancora sotto shock per la morte di Mattia Dall'Aglio. L'autopsia dovrà stabilire con esattezza quali sono state le cause del decesso del promettente sportivo, ma la Procura di Modena ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Il fascicolo è in mano al sostituto Katia Marino e ci sarebbero già uno o più iscritti. A spiegarlo il procuratore capo di Modena Musti:"La procura ha aperto un fascicolo a seguito della morte del nuotatore, l'ipotesi per cui si lavora è l'omicidio colposo e daremo anche degli avvisi di garanzia ad uno o più indagati''.

Ipotesi a 360 gradi

In primo luogo c'è lo stato di salute del ragazzo, che anche se sportivo - dice sempre il procuratore capo - e giovane potrebbe aver avuto, parlo sempre di ipotesi, anomalie congenite delle quali non si è a conoscenza e, come accaduto in altri fatti analoghi, anomalie che a un certo punto saltano fuori e possono contribuire a cagionare l'evento mortale. In primo luogo lavoreremo sul corpo del povero ragazzo e lo analizzeremo in ogni dettaglio". Poi la magistratura sta lavorando anche sul luogo dove è avvenuto il decesso di Dall'Aglio, 24enne originario di Montecchio (in provincia di Reggio Emilia).

Il giallo della palestra

Non si tratta di una palestra ma di una stanza attrezzata alla buona con macchine, diciamo così, per fare palestra. Questa stanza attrezzata - entra nel dettaglio il procuratore aprendo così il secondo ambito di indagine - è priva di docce ed aria condizionata. Infatti il ragazzo è stato trovato da un signore che passava e che ha visto la porta aperta. Il ragazzo è entrato lì in assoluta solitudine. Questo luogo attrezzato a 'sala macchine' è in uso ad un numero limitato di persone che accedono attraverso una chiave detenuta dal bar. Quindi abbiamo, piscina, 'palestra' e bar, che pare aveva anche un elenco di persone che potevano accedere. La situazione è quindi complessa.

L'infarto e l'inutile intervento di un vigile del fuoco

Per ora resta valida la prima ricostruzione della tragica fine del giovane nuotatore. Dall'Aglio sarebbe stato stroncato da un infarto, mentre, da solo all'interno di una palestra di Modena che si trova proprio a due passi dalla caserma dei vigili del fuoco, si stava allenando con i pesi. Il giovane potrebbe anche aver battuto la testa, cadendo. Ma proprio dettagli come questi saranno chiariti soltanto dalla medicina legale del Policlinico, dove ora si trova la salma.  Il corpo è stato scoperto da un vigile del fuoco che passava di lì, ma i tentativi di rianimare Dall'Aglio, pare anche con l'utilizzo di un defibrillatore, sono stati inutili: Mattia era già morto.

Il nuotatore godeva di buone condizioni di salute

Dall'Aglio era un promettente sportivo reggiano di 24 anni, in passato nel mondo del nuoto a Reggio Emilia, poi a Imola e infine alla società sportiva dei vigili del fuoco di Modena. Aveva partecipato anche alle Universiadi in Corea del 2015. Sulla sua pagina Facebook le foto sul podio insieme a sportivi del calibro di Filippo Magnini e Gabriele Detti: Dall'Aglio aveva fatto dello sport, e della piscina, la sua grande passione. Domenica 6 agosto, appena la notizia si è diffusa, amici e conoscenti si sono incontrati a ridosso della palestra, completamente increduli. Proprio per la sua attività agonistica, era costantemente sottoposto ad accertamenti medici e non trovano conferme ufficiali le voci in merito a una possibile anemia falciforme. Anzi, pare che il ragazzo godesse di buone condizioni di salute.