Atletica – Meeting Terra Sarda: vento, ritardi, intoppi e qualche gemma ECCO COME E’ ANDATA

Atletica – Meeting Terra Sarda: vento, ritardi, intoppi e qualche gemma ECCO COME E’ ANDATA
di SardegnaSport




Venerdì 3 luglio si è svolto a Selargius il Meeting Città di Selargius, Meeting Terra Sarda, Trofeo Libertas, Memorial Spartaco Meloni, XI Prova Superpremio, con l’organizzazione della Libertas Campidano: 5 modi diversi di chiamare lo stesso meeting, uno dei pochi su pista rimasti in Sardegna.

Anche se, del Terra Sarda, resta poco: niente banda della Brigata Sassari, niente Ferrari che sfilano in campo, niente fireworks. Anche l’inno nazionale italiano è stato preceduto, con errore prontamente corretto dopo alcuni secondi, dalle note della Marsigliese, inno francese. Fortunatamente sono i rimasti i premi in denaro, riservati alle categorie allievi e superiori, che però non hanno attirato molti atleti: presenti 462 atleti, di cui 107 assoluti, 67 master e 288 promozionali, non è voluto mancare il vento da sud che ha leggermente penalizzato le gare di velocità, i cui atleti hanno avuto il vento in faccia.

La manifestazione, purtroppo, non è filata secondo programma (senza responsabilità della società organizzatrice): ci sono stati fortissimi ritardi soprattutto nelle gare di corsa (mediamente 55 minuti circa con punte di 87 minuti di ritardo) ma anche nei salti in estensione (mediamente 34 minuti), mentre sono filate lisce le gare nei lanci e nei salti in elevazione. Gli atleti di velocità, mezzofondo e salti sono stati dunque penalizzati dalla lentezza nella gestione delle gare promozionali e a nulla è servito annunciare alle ore 16:45 (termine delle conferme iscrizioni promozionali) il ritardo di 30 minuti delle gare di corsa: si tratta purtroppo di una problematica riscontrata più volte lo scorso anno nel Gran Prix giovanile, che tuttavia non dovrebbe esistere viste le iscrizioni online e la possibilità di rimodulare il programma tecnico nei giorni precedenti. Chi ne ha fatto le spese sono stati gli atleti, obbligati a un riscaldamento ben più lungo del previsto, per di più sotto il solleone, bambini compresi. Comunque, attendiamo una pomposa nota esplicativa che illustri con leguleia dovizia di parole come il Regolamento Tecnico non obblighi al rispetto degli orari del programma tecnico e come, chi si permette di far notare queste travi, sia un cretino.

Parlando di risultati, ci sono state alcune prestazioni interessanti. Giulia Gramignano ha migliorato il Record Sardo Assoluto nel giavellotto, portandolo a 39.89 e strappandolo a Ilenia Murgia (39.52). Fortunatamente, a differenza della bolotanese il cui primato fu totalmente ignorato perché “prestazione tecnicamente mediocre e non degna di essere evidenziata” (cit.), c’è stata un’inversione di tendenza e si è dato il giusto risalto alla misura.

Il forte ritardo delle gare ha consentito che il vento calasse entro la norma per l’inizio del salto in lungo maschile, gara nella quale Enrico Sorano ha migliorato il suo personale. Il grande escluso (per poco comprensibile scelta tecnica) dei Giochi delle Isole (che lo speaker selargino ha coraggiosamente definito Internazionali a più riprese), allenato da Italo Perra e Fabrizio Fanni, ha piazzato al 5° salto un ottimo 7.00 (bene anche gli altri salti validi: 6.78, 6,78, 6.82, 6.75).

Nadia Neri si conferma nei 200 metri: seppure con un fastidioso vento contrario (-1.6), la sassarese si impone in 24”94 sulla compagna di squadra Alessandra Marceddu (25”34).
Volata solitaria per Marco Muscas che vince i 200 metri e centra il personale dopo due anni: 22”13.
Nel lungo donne si prende la rivincita Daniela Lai su Thaynara Tommasini: 5.55 per la veterana, 5.45 per l’allieva. Alcune polemiche per due salti di Lai e Tommasini, secondo alcuni tecnici a bordo pista, perché misurati da un punto più vicino rispetto all’ultimo segno lasciato di circa 20-30 cm: dalla tribuna sembrerebbe avessero ragione i tecnici.
Negli 800 metri vittoria per Marco Moi in 1’57”23 che lo ha visto al comando della gara dall’inizio: l’amsicorino, autore di un passaggio forte e coraggioso al primo giro, tiene bene sino ai 600, cedendo poi solo negli ultimi metri.
Addirittura 2 serie di 400 hs: vince Gigi Becca in 54”32 su Gianmarco Pira (55”50), Andrea Corda (55”62) e Marco Spanu (55”98).
Nel giavellotto, vittoria a Claudio Cava con 49.13, secondo posto per Riccardo Trudu (46.90).
Cadetti Da sottolineare il 12.56 (+4.5) nel triplo di Giacomo Caredda che gli consente di ottenere il Minimo A per i Campionati Italiani Cadetti 2015 e lo pone al riparo da eventuali sorprese e alzate di genio. Molto bene anche Daria Kaddari: la velocista della Tespiense vince gli 80 piani col tempo di 10”33 (-0.7).