Atletica, è questione di tempo

Atletica, è questione di tempo
di Sportal.it


Peter Hürzeler, co-direttore di Swiss Timing, l'agenzia del gruppo Swatch che si occupa di cronometraggio sportivo, ha rilasciato un'intervista a Sportal.it a margine del Golden Gala.

 

"E' da 45 anni che mi occupo di cronometraggio in gare invernali ed estive. La prima volta di Omega ai Giochi risale a Los Angeles 1932. Fino ad allora ogni cronometrista faceva anche da giudice e veniva con un suo orologio. Il CIO decise allora di far venire in California 30 orologi e un orologiaio, perchè avevano paura che potesse rompersi qualcosa".

 

"Ad Atene nel 1896 con le prime Olimpiadi moderne si iniziarono a prendere i tempi per le gare dei 100 metri, ma veniva misurato solo quello del vincitore e gli altri come distacchi".

 

Tanti gli aneddoti da raccontare: "All'inizio la Golden League era composta solo da quattro meeting e ognuno doveva vincere tutte le volte nella sua specialità per portare a casa il jackpot. Linford Christie nel 1996 vinse le prime tre gare ma a Berlino venne battuto per un solo millesimo. Venne a chiederci di vedere il photofinish e ce ne chiese una copia dicendo che era la foto più cara della storia...".

 

"Sempre a Berlino qualche anno più tardi si dimenticarono di mettere i secondi ostacoli nella gara dei 400. Gli atleti non se ne accorsero, partirono e quando arrivarono al punto incriminato iniziarono ad agitare le braccia. Alcuni si chiedevano perchè invece di correre si fermassero a salutare...".

 

"Omega si occupa di diversi settori ma soprattutto di orologi. Oggi è tutto elettronico ed è cambiato tutto: a Innsbruck nel 1976 c'erano dodici cronometristi, a Sochi nel 2014 325".

 

"Non si può mai stare tranquilli, bisogna sempre volersi migliorare. Ora stiamo provando delle novità come la linea virtuale dei record mondiali in televisione".