Un super-nonno da guinness, ha quasi 101 anni il re del salto in lungo. Giuseppe Ottaviani: “Ora penso al prossimo record”

L’atleta marchigiano, classe 1916, un dettaglio certamente non trascurabile, ha staccato per poi atterrare a 1 metro e 16 centimetri: è record del mondo

Redazione Tiscali

Si chiama Giuseppe Ottaviani e grazie alla sua ultima performance sportiva è stato incoronato re del salto in lungo. L’atleta marchigiano, classe 1916, un dettaglio certamente non trascurabile, è atterrato a 1 metro e 16 centimetri, superando il record precedente, da lui stesso stabilito l’anno precedente, che lo aveva visto raggiungere la distanza di 1 metro e 8 centimetri. Ottaviani, che il prossimo 20 maggio festeggerà 101 anni, per ora alza il calice per brindare al risultato sportivo che ha lasciato tutti senza parole. Incoraggiato dagli applausi di chi era sugli spalti del palazzetto dello sport di Ancona, racconta Alessandro Fulloni sulle pagine del Corriere, “ha saltellato qualche istante prima di prendere la rincorsa e ha ‘staccato’ dalla linea bianca con un balzo prodigioso di un metro e sedici centimetri che gli è valso il primato mondiale nella specialità che lui stesso deteneva”. Giuseppe, che ha trascorso molti dei suoi anni a Sant’Ippolito, “il paese degli scalpellini”, un piccolo centro in provincia di Pesaro e Urbino che vanta circa mille anime, si cimenta in svariate specialità.

Un super nonno da record

Lo scorso anno, in una giornata sportiva memorabile, aveva segnato ben cinque record mondiali: sessanta metri piani in 17.52; salto triplo (3,27); getto del peso (4,43); duecento metri in 2:15:90 e ultimo, ma non certo per importanza, nel salto il lungo, con 1 metro e 08. Sabato, consapevole del duro allenamento al quale si era sottoposto nel corso dei mesi, ha preso la rincorsa e dopo i classici saltelli ha staccato… Dopo l’atterraggio si è rialzato e i giudici hanno preso le misure. Un breve confronto e poi l’annuncio della speaker dei master: “È record! È record!”. Inizialmente il risultato ottenuto pareva un primato nazionale ma in un secondo momento la Fidal, la Federazione dell’atletica, ha fatto sapere si trattava della migliore prestazione indoor al mondo nella categoria degli M100.

Il segreto della sua longevità? La curiosità

Quale miglior modo di festeggiare se non con gli amici di sempre? Fulloni lo ha raggiunto per un commento, ma in casa ha trovato la moglie, la signora Alba. L’attesa è stata breve, Giuseppe è rientrato e ha potuto raccontare dell’impresa. “Come sempre si spera di fare meglio - spiega quasi minimizzando il risultato segnato - ma non immaginavo di riuscirci...”. C’è chi pensa che certi risultati sono alla portata dei soli praticanti assidui, ma così non è. Giuseppe, in pensione dall’età di 68 anni, si annoiava. E’ così che si è avvicinato all’atletica. “Un giorno vidi degli amici molto più giovani che si allenavano al campo di atletica - racconta -. Mi son ricordato di quando facevo sport da ragazzo, e di quanto stessi bene. Così ho pensato di riprendere”. Da quel giorno “le lancette del suo orologio” hanno cominciato a scandire il tempo lentamente. “Il mio segreto? - confessa, confermando quanto viene detto da tanti centenari - la curiosità: voglio sempre sapere di più. Invecchi solo se smetti di imparare. E io devo pensare al prossimo record da battere...”.