La magia della Sardegna in Siberia

La magia della Sardegna in Siberia
di DinamoBasket

TagsDinamo IslandI giganti della Dinamo Banco di Sardegna ambasciatori della magia dell’Isola e delle suggestioni di Autunno in Barbagia direttamente da Krasnoyarsk

La trasferta più lontana di sempre ha condotto i giganti della Dinamo Banco di Sardegna in Siberia, a Krasnoyarsk, in occasione del Game 7 di Basketball Champions League. Quasi 7500 chilometri di viaggio, 12 ore di volo e 6 ore di fuso orario: Devecchi e compagni hanno sfidato le intemperie e il gelo incorniciando ieri sera una spettacolare vittoria sul parquet russo. Ieri, prima della palla a due del match di Coppa, Rok Stipcevic, direttamente dal parquet della Sever Arena di Krasnoyarsk, ha lanciato l’invito a scoprire le suggestioni dell’Isola, che in autunno si arricchiscono di una luce nuova e diversa.

Il giocatore croato, al terzo anno in Sardegna, innamorato dell’Isola e appassionato delle sue specialità enogastronomiche, ha ricordato le prossime date della rassegna itinerante Autunno in Barbagia: il prossimo week end, 16 e 17 dicembre, in concomitanza della sfida con Pistoia, Orune e Ovodda apriranno le loro cortes ai visitatori in un incredibile viaggio nelle peculiarità artigianali, enogastronomiche e naturali del territorio.

Quale occasione migliore per visitare la Sardegna?

Orune. Centro del nuorese di oltre duemila abitanti, che si inerpica a quasi 800 metri d’altitudine, tra le punte di tre monti. Il nome deriva proprio dal greco oros, montagna, e infatti i rilievi granitici si alternano a valli profonde, occupate da boschi di lecci e sughere e irrorate da sorgenti. Nel paese si ergono la parrocchiale di santa Maria della Neve con bellissimi dipinti murali, la chiesa di santa Caterina e l’elegante casa Murgia (di inizio XX secolo). Il borgo deve la fama all’arte manifatturiera, specie tessitura di tappeti, abiti di velluto e calzature cucite a mano e lavorazione del sughero. Ad ammaliare i visitatori sono le infinite tradizioni: il canto a Tenore, dichiarato patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco, la cucina (pasta fatta in casa, carasau, agnello e porcetto arrosto, pecora bollita, dolci) e le celebrazioni, fuochi di sant’Antonio abate e santu Biasu a inizio anno, feste agostane della Vergine del Carmelo e de su Cossolu e sas Animas di fine ottobre. Vestigia del passato ricoprono il territorio di Orune, abitato sin dal Neolitico, come dimostrano i dolmen di Istithi e i menhir sas Predas’ Ittas. L’età del Bronzo è testimoniata da una decina di nuraghi, dal villaggio di Sant'Efis, dove sono stati rinvenuti monete, utensili e un prezioso calice di vetro lavorato, e soprattutto da fonti e pozzi templari.

Ovodda. Sorge ai piedi del monte Orohole, nel cuore della Barbagia di Ollolai, circondato dal massiccio del Gennargentu. Ovodda è un centro 1600 abitanti, basato su attività agropastorali e artigianali, in particolare la lavorazione del sughero e del granito di ottima qualità, proveniente dalle località sa ‘Orrada e su Ghirone. Il suo territorio è attraversato dai fiumi Tino e Taloro, che confluiscono nel lago artificiale del Cucchinadorza (1960), immerso nel verde e divenuto attrazione paesaggistica, da percorrere in itinerari di trekking, mountain bike e a cavallo. A monte dell’invaso c’è la più grande centrale idroelettrica sarda, costruita in galleria sotterranea negli anni Settanta, collegata col sovrastante lago di Gusana.

Ovodda è conosciuta per coloratissimi murales che arricchiscono le piazze e per la produzione di pani (pane ‘e fresa, sas ispòlas) e dolci: puzzoneddos, lorighittas, pistiddos e fruttinas alle mandorle. L’evento ovoddese per eccellenza è il mehuris de lessia, il carnevale festeggiato nel mercoledì delle ceneri, in quaresima, momento di forte identificazione della comunità con le sue tradizioni secolari, simbolo di libertà e anarchia, creatività e spontaneità, memoria e trasgressione. Il corteo di intintos, con la faccia imbrattata di fuliggine, e intinghidores, coloro che imbrattano, accompagna in giudizio Don Conte, emblema nobiliare dei soprusi.

Autunno in Barbagia. L’autunno è una stagione magica, che inonda l’Isola di colori e profumi inconfondibili: anche quest’anno si conferma l’appuntamento con Autunno in Barbagia, un tour nel cuore della Sardegna alla scoperta di posti unici e incantati. Da settembre a dicembre sarà possibile visitare 32 tappe della Barbagia, un tour tra le cortes apertas che spalancano le porte di case, attività e botteghe ai visitatori. Un viaggio alla scoperta di un microcosmo fatto di tradizioni, antichi mestieri, profumi e prelibatezze. Il fitto programma di questa rassegna prevede passeggiate nei siti archeologici, sentieri immersi nel bosco, interessanti visite ai vigneti e degustazioni dei prodotti del territorio, tra i racconti di chi in questi antichi borghi ancora ci vive e custodisce le proprie preziose tradizioni e i segreti della preparazione di piatti semplici ma dal sapore indimenticabile. Il prossimo appuntamento è fissato nel week end del 16 e 17 dicembre a Orune e Ovodda.  

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Sassari, 07 dicembre 2017

Ufficio Stampa

Dinamo Banco di Sardegna