Impresa da leggenda di Froome che stacca tutti e ipoteca il Giro. Aru molla e si ritira: "Inutile continuare"

Il ciclista della Uae Emirates al chilometro numero 41 della 19esima e terz'ultima tappa della Corsa Rosa. Era al 27° posto in classifica generale

Impresa da leggenda di Froome che stacca tutti e ipoteca il Giro. Aru molla e si ritira: 'Inutile continuare'
TiscaliNews

Il Giro d'Italia di Fabio Aru è finito. Lo scalatore sardo ha gettato la spugna al chilometro numero 41 della 19esima e terz'ultima tappa della Corsa Rosa, fra Venaria Reale (Torino) e Bardonecchia (Torino). Il sardo, che in classifica generale era taccato di 45'44" dalla maglia rosa Simon Yates, si è fermato ai piedi della salita del Colle de Lys, dov'è posto il primo Gran premio della montagna di giornata. Nei giorni scorsi il campione italiano si era sempre staccato in salita, il suo terreno preferito. Il ciclista della Uae Emirates era al 27° posto in classifica generale.

"Non aveva senso andare avanti"

"Avevo detto che valutavo giorno per giorno le mie sensazioni proprio perché sentivo di vivere qualcosa di anomalo nella mia vita sportiva. Ho provato a reagire, onorando la maglia che indosso, per esaltare i tifosi e il Giro d'Italia, ma non ce l'ho fatta". Così Fabio Aru, nel giorno in cui si ritira dal Giro d'Italia. "Sono fortemente dispiaciuto per tutto questo, per la squadra, per gli sponsor che rappresento - aggiunge - per la mia famiglia, ma non aveva più senso andare avanti. Non faccio drammi, è lo sport e, anche se per ora mi costa dirlo, e la sua parte bella. Cercherò di resettare, di capire assieme alla squadra cosa sia successo, poi ripartirò, pensando al resto della stagione. Questo di deve fare nelle difficoltà".

Impresa Froome

Le mani sul Giro d'Italia. Chris Froome va in fuga con un'azione d'antan di circa 83 chilometri e si cuce addosso la maglia rosa cancellando, pedalata dopo pedalata, i tormenti, i dubbi, le incertezze e i brutti presagi dei giorni scorsi, quando finì violentemente sull'asfalto a Gerusalemme (ricognizione della crono) e sulla salita di Montervergine, in Irpinia.
Il keniano bianco, con un'azione in bianco e nero, ha spianato le tre salite più temute e attese della corsa rosa (Colle delle Finestre, Sestriere e Jafferau), azzerando le ambizioni di ogni rivale e confermandosi il corridore più forte nelle corse a tappe fra quelli in circolazione. In crisi, senza forze, totalmente allo sbando, Yates ha visto crescere metro dopo metro il proprio distacco dai rivali e alla fine si è presentato sul traguardo con un ritardo da velocista: 38'52" da Froome. L'inglese della Sky, con la propria azione, ha ridisegnato le gerarchie del Giro che, dopo 19 tappe, malgrado tutto, resta in qualche modo ancora aperto, perché la tappa di domani con arrivo a Cervinia proporrà tre salite di una ventina di chilometri ciascuna.