Cavaliers e Spurs mettono le mani sulle serie

Cavaliers e Spurs mettono le mani sulle serie
©Getty Images
di Sportal.it

Cominciano le gare due, nella nottata post pasquetta, ma questa volta non ci sono sorprese: le teste di serie vincono e raddoppiano.



Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers 117-111 (Serie 2-0)

Dopo aver sprecato quell’ultimo possesso di gara 1, la netta sensazione che pervadeva tutti era quella del classico treno che non torna più. I Cavaliers giocano una gara due diversa nella conduzione del punteggio, ma ancora lontana dalla perfezione in quanto ancora costellata di distrazioni e rimonte subite. Kevin Love fa ammattire totalmente Lance Stephenson in post basso e ne mette 27 con 11 rimbalzi, LeBron contribuisce con la doppia doppia d’ordinanza a 25+10 e 7 assists, mentre Irving chiude a quota 37, compreso il layup che chiude il match su un’ottima rimessa da fondo disegnata da Lue.

Dall’altra parte Paul George è indomito con 32 punti, 8 rimbalzi e 7 assists, ben coadiuvato dai 23 di Teague, ma non basta. I Cavaliers vanno 2-0 pur senza dominare, ma perdono Jr Smith per un problema al polpaccio. Il giocatore prova a rientrare con trattamenti nella pausa, ma non riesce, sebbene sembra possa essere di nuovo in campo già per gara tre.



San Antonio Spurs – Memphis Grizzlies 92-86 (Serie 2-0)

I neroargento conducono il match per tutta la sua durata, tranne tredici secondi, andando via subito nel primo quarto e senza voltarsi più indietro. La fuga era arrivata anche oltre le venti lunghezze, prima che i Grizzlies non mettessero assieme un 34-19 di parziale, forzando sette palle perse e riportandosi a -4 sul 75-71. Lì è uscita tutta l’esperienza della truppa di Popovich che con due triple in fila di Parker e Gasol ha ristabilito le distanze, chiudendo di fatto i conti.

Dopo il primo career high di gara 1 nei playoffs, Leonard ritocca il record segnandone 37 con 19-19 dalla linea dei liberi. E’ ben aiutato dai 15 punti di un Parker molto incisivo, mentre dall’altra parte non bastano i 24 di Conley e i 18 di Randolph.



In collaborazione con basketissimo.com