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Il campione di ginnastica Igor Cassina
Il campione di ginnastica Igor Cassina 

Igor Cassina, Nembo Kid della sbarra alla ricerca dell'anima gemella

E’ il re della sbarra, in grado di eseguire un doppio salto teso avvitandosi a trecentosessanta gradi sull’asse longitudinale, tanto da indurre la Federazione internazionale a battezzare quel movimento con il suo nome. L'unico che riesce ad effettuare l'avvitamento anche due volte (Cassina 2). Un gesto incredibile, al limite delle leggi della fisica. All’Olimpiade di Atene la sua prestazione gli è valsa l’oro proiettandolo all’attenzione del grande pubblico e facendo dire a un giornalista "è un punto esclamativo pervaso d’energia, venuto dallo spazio". Praticamente un extraterrestre. Peccato per l’errore compiuto a Pechino, che lo ha costretto ad accontentarsi del quarto posto, e per la sfortuna che ha contrassegnato la Coppa del Mondo di Madrid. Ma poco male. Di occasioni ce ne saranno altre, senza dubbio. Ora c’è, a marzo, l’Europeo a Milano e, più in là, all’orizzonte, Londra 2012. Sarà un appuntamento irrinunciabile per questo Nembo Kid capace di svolazzare attorno a una sbarra e di realizzare un sogno coltivato fin da bambino. Sembrava scritto che la ginnastica riportasse il suo marchio, la sua impronta. Forse fin dal giorno in cui, allo Zecchino d’oro, dove eseguì un esercizio dimostrativo, la conduttrice gli chiese cosa avesse voluto fare da grande. “Mi piacerebbe diventare un campione del mondo di ginnastica”, disse serenamente il piccolo Igor, con gli occhi sognanti, fissi su un punto che forse anticipava già il suo futuro. 
Una passione sbocciata in tenera età, quasi segnata dal destino, vero Cassina? Ci racconta come ebbe inizio?
“In realtà, quando avevo circa 5 anni, facevo judo, perché cercavo di emulare una mia cugina diventata cintura nera. Riuscivo anche abbastanza bene, perché la mia vitalità mi portava ad affrontare con grinta gli avversari. Mia sorella Mara (attuale preziosa procuratrice di Igor ndr), però, praticava la ginnastica artistica: finii col frequentare la palestra e mi avvicinai a quello sport. Ho iniziato così a fare ginnastica a 6 anni; a 10 ero talmente appassionato che mi allenavo su una sbarra di legno fabbricata da mio papà (titolare di un mobilificio artigianale ndr) e passavo il tempo a guardare avidamente videocassette con le esibizioni dei migliori interpreti delle varie specialità. Il mio mito era "Bilo", il fantastico atleta russo degli anni '80 (che in realtà si chiamava Bilozerchev ndr). E quello fu il nomignolo col quale mi chiamava mio padre, per gioco. Inevitabilmente, cominciai a coltivare il sogno infantile di diventare un campione della ginnastica”.
Una cosa che si è fatta realtà, ad Atene 2004: azzardato dire che è stato il giorno più bello della sua vita?
“No, è giusto. E’ stato il mio giorno più bello. Il momento in cui il mio sogno diventava realtà. Ho avuto altri attimi importanti, nella vita e nella carriera, da ricordare; ma quello resta un momento unico”.
Immagino le bruci un po’, invece, il risultato di Pechino con quel quarto posto che l’ha esclusa dal podio.
“Sì, brucia un pò. Se fosse riuscito bene il mio movimento (Il Cassina 1 ndr) potevo farcela a scalare quel podio, a vincere una medaglia. Non mi deprimo troppo però: tutto sommato non è stata una disfatta. In qualificazione ero secondo, avevo dimostrato che qualcosa valevo. Poi, purtroppo, c’è stata quella imperfezione in finale che ha compromesso il mio ingresso in zona medaglia. Confesso che l’obiettivo era quello. Tuttavia, dopo la delusione iniziale, mi sono detto che dovevo essere in pace con me stesso".
Quella medaglia di legno era la dimostrazione che comunque lei c’era e non era l'ultimo arrivato.
"Sì, avevo fatto il possibile, ma era andata così. Per questo, alla fine, sono tornato contento a casa, con la convinzione di poter fare ancora bene in futuro. E qualcosa è già successa: sono stato primo al Grand Prix e, passata la Coppa del Mondo di Madrid, con la sfortunata caduta, ora l’obiettivo è il Campionato europeo in programma a Milano dal 30 marzo al 5 aprile 2009. L’occasione per dedicare nuovamente qualcosa ai miei fans. Inutile dire che voglio regalare loro una medaglia. Poi all’orizzonte c’è Londra e voglio arrivarci al massimo della forma”.
Ma presenterà mai il Cassina 2 in una competizione ufficiale di una certa importanza?
“Il Cassina 2 è un movimento molto rischioso e poco conveniente. Infatti non viene valutato come meriterebbe. Ha la stessa valutazione, da parte dei giudici, del Cassina 1: quindi, come è ovvio, non vale la pena di tentarlo in competizioni importanti”.
Il rischio non vale la candela?
“Già, è così”
Passiamo a un aspetto più frivolo: fidanzato?
“Mi sono lasciato con la mia compagna storica e ora sono single. Sono alla ricerca di una ragazza di cui innamorarmi, se vogliamo dirla così, e spero di trovare presto la mia anima gemella”.
A giudicare dal successo che riscuote nell’ambiente femminile non dovrebbe aver problemi. Basti pensare che, qualche tempo fa, lei fece un appello a tal proposito e, dopo lo scalpore suscitato, arrivarono centinaia di lettere di fanciulle che si proponevano di infilare il suo anello di fidanzamento. Il suo sito internet fu intasato dalle proposte.
“(Risata di Igor ndr) Un giornalista mi fece una intervista e partì, scherzosamente, questo accorato appello, da single che vuole assolutamente fidanzarsi. Il gioco si rivelò però più serio del previsto e cominciarono ad arrivare al mio sito e-mail di ragazze disponibili a conoscermi. Fu una cosa davvero simpatica”.
E’ sempre in tempo a ripetere l’esperimento. Noi, per altro, siamo un giornale on line…
“Mi piace stare al gioco e scherzare su queste cose, ma in realtà per me è impensabile cercare il vero amore tramite degli annunci. Il vero amore è casuale, spontaneo”
Eppure ci sono molte coppie che si formano attraverso internet
“Sì, è vero: è anche quello un modo per incontrarsi. Le situazioni attraverso cui conoscersi, nella vita, sono svariate. Ma io prediligo la genuinità”.
Cosa fa uno come lei nel tempo libero?
“Mi piacciono i motori: ho provato, per questo, ad andare in Ferrari a fianco di un collaudatore, e sono anche salito su uno degli aerei delle Frecce tricolori. Una emozione indescrivibile. Poi amo molto gli animali e mi piace stare insieme al mio cane Black, un pastore tedesco-belga: per me è in pratica un amico. Poi adoro la montagna, con la sua pace. Immergermi in quegli scenari mi rilassa e mi da nuova energia, mi ricarica. Sono anche un buon cercatore di funghi e non disdegno la buona cucina”.
Ha dimostrato però di essere anche un gran ballerino, al programma di Milly Carlucci Ballando con le stelle.
“Noi ginnasti apparteniamo a quegli sport di cui i media si ricordano – di solito - solo quando vinciamo medaglie importanti. Quel programma, divertente per me, è servito anche a promuovere la mia attività, oltre alla mia immagine”.
C’è dunque la tv nel suo futuro?
“A volte certe cose si possono fare, altre volte no. In quel periodo ero a Roma e trovavo il tempo per allenarmi e partecipare al programma, oltre che alle fasi di preparazione delle gare di ballo. Ma non sempre è così. A volte manca il tempo di dedicarsi ad altro. Per ora penso alla ginnastica. Ma mai dire mai, chissà cosa mi riserva il futuro”.
Intanto quali sono le sue priorità? Oltre alla ginnastica, ovviamente.
“Adesso sto studiando scienze motorie e, nel futuro, mi piacerebbe molto dedicarmi all’insegnamento”.
E se le proponessero di partecipare all’Isola dei famosi?
“E’ un programma particolare, non dico di no. Lo vedo – appunto - come un modo per promuovere la propria immagine e far parlare di uno sport che è bene far conoscere sempre di più ai giovani”.
Per cui?
“Parteciperei; senza togliere tempo alla preparazione agonistica, però”.
Uno come lei, in effetti, deve allenarsi parecchio.
“Il mio allenamento dura dalle 4 alle 6 ore al giorno”
E poi?
Poi ci sono anche lo studio, le camminate in montagna, la mia famiglia, gli amici da incontrare…
E la ricerca della nuova fidanzata, ovviamente.
(Altra genuina risata)
 
 
 
  
 
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