Le gare veloci e le supercombinate sono già un ricordo, ma i nostri azzurri non sono ancora riusciti a sventolare il tricolore sul podio più alto del Mondiale di Val d'Isere (Francia). Il tempo non concede né tregue né ripensamenti. Dopo qualche delusione, a irrobustire il morale degli sciatori italiani impegnati nella rassegna iridata ci hanno pensato il bronzo di Nadia Fanchini nella discesa e l’argento di Peter Fill in superG, per entrambi la prima medaglia della carriera.
Se però Fill sembra non aver rimpianti, diverso sembra l’atteggiamento della ragazza-jet. Sia chiaro, solo una piccola ombra che non oscura lo splendido sorriso dell'atleta lombarda. Anche se quei “cinque centesimi di secondo che mi hanno divisa dall’argento (ottenuto dalla svizzera Lara Gut dietro l’americana Lindsey Vonn ndr), mi fanno un po’ soffrire», confessa a Tiscali la Fanchini. Quando le cose non girano per il verso giusto, soprattutto dopo una competizione importante, gli errori tornano in mente con estrema facilità. «Con i tecnici – rimugina l’azzurra - abbiamo commentato tutti i momenti della gara. Siamo tutti d’accordo: avrei potuto far meglio. Ho commesso qualche errore di troppo. Posso migliorare».
Cinque centesimi di secondo sono un’inezia , l’argento era senza dubbio alla portata della nostra atleta. «Non posso, non voglio – dice Nadia - nascondermi dietro ad un dito. Sinceramente: sono contenta per il bronzo, ma il magone per ciò che poteva essere e non è stato un po’ c’è». Meglio non rigirare il coltello nella piaga, anche perché l’azzurra in Val d'Isere ha disputato una gara più che convincente. Ma forse «avrei potuto fare un po’ di più se non ci fossero state alcune sbavature a metà della corsa, nella parte più tecnica della discesa». La gioia per l’alloro mondiale è però ugualmente grande, anche perché arriva quattro anni dopo l'argento, sempre in discesa, della sorella Elena (ai
box per infortunio).
All’azzurra non piace crogiolarsi fra i rimpianti, del resto dopo tanti infortuni e qualche delusione, come a Bormio Santa Caterina, è riuscita ad emergere, assaporando la gioia di un podio importante. Una stagione bellissima: ha vinto la sua prima gara in Coppa del Mondo a Lake Louise in supergigante. E un secondo ed un terzo posto. Un bel cambiamento di rotta. «Finalmente, dopo tante peripezie, ho raggiunto uno stato di forma apprezzabile. Il frutto di un lavoro costante e di una disciplina ferrea. Questo bronzo mi sta dando una carica incredibile». Con il morale alle stelle e con la certezza di essere riuscita a inserirsi fra le grandi, la Fanchini ora intende confermarsi: «Mi concentrerò sulle gare di Coppa del Mondo. Tirerò fuori le unghie. Anche se so che la Vonn e Paerson sono piuttosto agguerrite”.
Prima di immergersi di nuovo, e totalmente, nel rovente clima delle gare e delle rivalità, Nadia vuole tornare a Monte Campione (BS), per godere del calore della famiglia, ma anche per ascoltare le canzoni di Vasco Rossi e per vedere gli ultimi film di Brad Pitt, il suo attore preferito: «Chi si confronta a questi livelli ha poco tempo per le amicizie. Appena posso però esco in paese per incontrare gli amici e le amiche di sempre». Poche concessioni anche ai gossip: «Non sono neppure fidanzata» (chissà se è vero). Comunque, la Coppa del Mondo, dov'é al comando della classifica generale di Supergigante, riparte fra una decina di giorni e fa tappa in Italia, a Tarvisio, dove è in calendario anche un supergigante oltre ad una discesa e ad una supercombinata.