Bonucci: "Prima dell'operazione mio figlio mi fece il ruggito del leone"

Il milanista ricorda il dramma del piccolo Matteo: "Nonostante la situazione, ha trovato la forza per farmi un ruggito". E rivela: "Stavo per passare allo Zenit"

TiscaliNews

Ha commosso tutta l'Italia raccontando in lacrime il dramma di suo figlio Matteo. Ora "tutto si è risolto per il meglio" ma Leonardo Bonucci non ha dimenticato i mesi durissimi vissuti nell'estate del 2016 quando a suo figlio fu diagnosticata una patologia acuta. Allora Matteo aveva solo due anni e Bonucci era ancora una pedina fondamentale del reparto difensivo della Juve (la BBC, la inespugnabile linea difensiva formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini). "Matteo è stato il primo a darci forza, dimostrandosi un guerriero. Non ha mai mollato e noi gli siamo andati dietro", disse il difensore dopo l'esito positivo dell'operazione.

"Ha trovato la forza per farmi un ruggito"

Oggi Bonucci è il capitano del Milan, dove è approdato in estate con un trasferimento record, ma il ricordo del dramma famigliare è ancora nitido. "Eravamo tutti insieme, dopo l'Europeo (Euro 2016 in Francia ndr) - ha detto a Vanity Fair -. Ci siamo svegliati la mattina e Matteo si comportava in maniera strana. Allora siamo andati in ospedale e ci siamo usciti dopo 25 giorni". "Prima di entrare in sala operatoria mi ha guardato e mi ha fatto il verso del leone, è il ricordo più nitido che ho di quei giorni terribili - ha aggiunto Bonucci -. Io gli dicevo sempre che era il mio leone. Quindi, nonostante la situazione, ha trovato la forza per farmi un ruggito. Nella sfortuna, abbiamo avuto la fortuna che tutto si sia risolto per il meglio: episodi così ti uniscono ancora di più".

"Stavo per trasferirmi allo Zenit San Pietroburgo"

Bonucci sta vivendo al Milan una stagione difficile. Qualche problema di ambientamento, una squadra rivoluzionata in estate e il cambio di gioco con il passaggio in panchina da Montella a Gattuso. Difficoltà già vissute dal difensore con l'arrivo alla Juve nel 2010 dopo l'ottima stagione a Bari. Bonucci ha rivelato un retroscena sulla prima stagione in bianconero. "Il primo anno alla Juve, quando spesso andavo in panchina e non ero contento del rendimento - ha confessato -. Stavo per trasferirmi a San Pietroburgo allo Zenit, lì mia moglie mi è stata vicina ed è stata fondamentale".