Diritti tv e doping finanziario: indagati Preziosi, Lotito e Paparesta

Avrebbero ostacolato l'attività della Covisoc. Sotto la lente dei magistrati i rapporti tra la Infront, Lega Calcio e alcune società di serie A

Redazione Tiscali

Verificare presunte irregolarità nell'assegnazione dei diritti televisivi del calcio ovvero una torta da 930 milioni di euro. E' questa la motivazione che venerdì 9 ottobre ha portato la Guardia di Finanza a bussare alle porte della sede milanese della Lega Calcio, di quelle del Genoa e del Bari, oltre che della società Infront, advisor della Lega Calcio. Le Fiamme Gialle, su disposizione del procuratore aggiunto Giulia Perrotti e dei pm Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi, stanno analizzando l'assegnazione a Sky e Mediaset dei diritti delle partite per il triennio 2015-2018.

I rapporti tra Infront, società e Lega - Sotto la lente di magistrati e finanzieri i rapporti tra il presidente di Infront Marco Bogarelli, iscritto nel registro degli indagati, alcuni dirigenti Mediaset, il presidente del Genoa Enrico Preziosi e quello del Bari Gianluca Paparesta (entrambi indagati) e più in generale i rapporti con Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan e vice presidente della Lega, il presidente  della Sampdoria Massimo Ferrero e quello della Lazio oltre che componente del Consiglio federale della Figc, Claudio Lotito (indagato per ostacolo all’attività di vigilanza).

Al Genoa 15 milioni, al Bari 470mila euro - Le posizioni più delicate sono quelle di Genoa e Bari. Secondo i magistrati le due società avrebbero ricevuto "indebiti finanziamenti" dalla Infront per coprire presunti problemi finanziari. Ai rossoblù sarebbero arrivati  15 milioni in tre rate. Più bassa la cifra versata ai pugliesi, 470mila euro, per un contratto di sponsorizzazione nelle maglie biancorosse. Doping finanziario quindi e accuse a Preziosi e Paparesta di aver ostacolato l’attività di vigilanza della Covisoc. Stesso reato contestato a Lotito, secondo quanto riporta il Corriere della Sera.

Preziosi: "E' tutto chiaro e la Covisoc lo sa" - Si dice sereno il presidente rossoblù Preziosi. "Siamo tranquillissimi, i soldi che servivano al nostro bilancio li ha messi l'azionista di riferimento, cioè io", ha tuonato Enrico Preziosi "Il conto è tracciabile - ha proseguito il presidente rossoblù -, sono state fatte tutte operazioni semplici e chiare, ove servisse saremmo pronti a dare qualsiasi chiarimento a qualsivoglia autorità competente. Non ho problemi, è tutto chiaro e la Covisoc della Federcalcio prima di tutti lo sa".

L'avvocato di Lotito: "Non sappiamo nulla" - Lotito invece non è stato informato. "Non abbiamo avuto alcun atto di nessun genere. Non abbiamo atti, comunicazioni, avvisi da nessuna parte", ha commentato l'avvocato Gian Michele Gentile, legale del presidente della Lazio. "Se il pubblico ministero sta indagando su Lotito comunicherà a Lotito che sta indagando su di lui, lo inviterà a nominare un difensore e a me dire se intende essere sentito o meno - ha detto Gentile -, ma non ci possiamo muovere sulla base delle notizie di stampa. La procura di Milano non ha mandato nessun atto. Non c'è un atto processuale che dica a Lotito sei indagato".

La procura ipotizza un "sistema Infront" - Ma secondo quanto riporta La Repubblica, la procura si sarebbe trovata davanti un "sistema Infront". Il decreto di perquisizione recita: "Il management di Infront, nello svolgimento dell'iter di assegnazione delle licenze dei diritti audiovisivi relativi agli eventi sportivi, colludendo con alcuni dirigenti Rti, ha turbato i relativi bandi e il corretto e imparziale svolgimento delle gare, in particolare violando i canoni di trasparenza e leale concorrenza in favore del competitor Rti". Galliani inoltre conosceva il presidente di Infront Marco Bogarelli. Nonostante l'asta fosse stata vinta da Sky, in applicazione della legge Melandri-Gentiloni, Bogarelli avrebbe consentito la spartizione dei diritti tra Sky e Mediaset. La Infront avrebbe rafforzato la sua posizione gestendo il marketing di quattro società di serie A: il Milan, la Lazio, il Genoa e la Sampdoria.