Ferlaino: "Sarri è il Maradona di questo Napoli"

Ferlaino: 'Sarri è il Maradona di questo Napoli'
©Getty Images
di Sportal.it

Corrado Ferlaino, presidente dei due scudetti del Napoli, presidente del Napoli di Maradona, è intervenuto in esclusiva a Tele Radio Stereo 92.7.



“La figura del presidente è una figura importantissima, più di quella dell'allenatore, dell'attaccante o del portiere. Per questo credo che per il Napoli di De Laurentiis, unico presidente italiano fra quelli dei club che provano a contrastare la Juventus, possa in questo momento essere meno complicato contendere lo scudetto ai bianconeri. Perché il presidente deve essere presente, non solo per avere sotto gli occhi le partite, il mercato, ma anche semplicemente per controllare i calciatori, tutto quello che accade attorno alla squadra, giorno dopo giorno. Poi De Laurentiis ha un grande vantaggio, quello di non vivere a Napoli, ma di vivere a Roma, questa è la sua grande fortuna. Perché Napoli ti mette pressione, non è vero che sia una città scaramantica, è una città che bada al sodo. Ma comunque De Laurentiis, col quale io non ho punti in comune, siamo diversissimi, sta in Italia, mentre Roma, Inter e Milan hanno presidenti che quelle realtà non le vivono".





"Poi il Napoli ha Sarri. Sarri è per il Napoli quello che ai miei tempi era Maradona. Sarri oggi è come Maradona al tempo degli scudetti. E per questo sono anche molto preoccupato, perché Sarri a fine stagione potrebbe andarsene, allettato da grandi società".



"Chi vincerà lo scudetto? Chi non commetterà il primo errore. Sono convinto che chi tra Napoli e Juventus sbaglierà per primo, vedrà l'altra fuggire irrimediabilmente".



"Se fossi il presidente del Napoli oggi prima di comprare un giocatore che soddisfi i miei gusti, fra quelli di Serie A, parlerei col mio allenatore. Al Napoli in estate servirà un portiere, perché Reina dovrebbe andarsene".



"Messi non è ai livelli di Maradona, perché Diego ha fatto la differenza ovunque, da noi e in Nazionale. Messi, fortissimo, fa la differenza soltanto nel Barcellona".



"Mi mancano i presidenti della mia epoca. Dino Viola e Paolo Mantovani erano miei grandi amici. Avevo meno rapporti con Gianni Agnelli, semplicemente perché era più schivo”.