Il procuratore di Genova: "Malavita nel tifo del Genoa". Ricatti a Gasperini

Il procuratore Cozzi alla commissione Antimafia ha ha denunciato la "nutrita presenza di pregiudicati" nella tifoseria rossoblù. Il Secolo XIX: "Pressioni su Gasp"

Il procuratore di Genova: 'Malavita nel tifo del Genoa'. Ricatti a Gasperini
Redazione Tiscali

Il 2 aprile a Genova si è giocata Genoa-Atalanta. Quando l'allenatore Gian Piero Gasperini ha messo piede sul terreno da Marassi da avversario il pubblico genoano gli ha dedicato una ovazione incredibile. Riservando una durissima contestazione nei confronti del presidente Enrico Preziosi. Un modo diretto per rispondere a chi aveva attribuito agli ultras rossoblù la responsabilità del passaggio del tecnico all'Atalanta. Ma secondo Il Secolo XIX, ci sarebbe un'indagine per associazione a delinquere condotta dalla Procura di Genova a carico di un gruppo di tifosi che avrebbe ricattato "Gasp".

Per la Procura esponenti della malavita nel tifo del Genoa

E proprio il procuratore di Genova, Francesco Cozzi, davanti alla commissione parlamentare Antimafiaha ha denunciato la "nutrita presenza di pregiudicati ed esponenti della malavita nel tifo organizzato del Genoa calcio". Lo ha riferito Marco Di Lello, coordinatore del Comitato "mafia e sport" e segretario della Commissione parlamentare Antimafia, al termine dell'audizione del magistrato. "Le modalità di comportamento - ha spiegato - si avvicinano molto a quelle delle organizzazioni di tipo mafioso.

Di Lello: "Il Genoa non appare del tutto estraneo"

Abbiamo anche ricevuto conferma di "rapporti promiscui" dei tifosi pregiudicati "con i calciatori, spesso mediati dalla società". Il Genoa "in questo caso non appare del tutto estraneo a quel che accade. La situazione è più tranquilla sul fronte doriano, seppur non idilliaca". "Il quadro è sempre lo stesso e si conferma la bontà della nostra indagine", ha concluso Di Lello.

"Ripensare il Daspo"

"Penso che sarà importante anche per la giustizia sportiva ripensare il Daspo che da solo non è bastato per ridurre la presenza della malavita e prevenire tali fenomeni. Credo sia necessario anche per l'ordinamento sportivo ripensare alle sanzioni". Lo ha detto Marco Di Lello, coordinatore del Comitato "mafia e sport" e segretario della Commissione parlamentare Antimafia, a margine dell'audizione del procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. "Per chi ama il calcio è anche motivo di dolore perché è un quadro sempre più preoccupante ed un fenomeno profondamente diffuso, la presenza della malavita nelle curve è intollerabile. Dobbiamo avere la forza - conclude Di Lello - di vietare le scommesse nel calcio minore, dalla serie C in giù: va recisa la possibilità di guadagno".