"Dopo il rigore sono stati giorni difficili": parla l'arbitro con il "bidone dell'immondizia al posto del cuore"

Michael Oliver ricorda i momenti vissuti dopo la decisione che ha sancito l'eliminazione della Juve dalla Champions. La FA l'ha difeso e premiato

'Dopo il rigore sono stati giorni difficili': parla l'arbitro con il 'bidone dell'immondizia al posto del cuore'
di Redazione Tiscali Sport

Ora parla lui, Michael Oliver. L'arbitro con un "bidone dell'immondizia al posto del cuore", secondo una definizione di Gigi Buffon, rompe il silenzio e racconta la sua storia dopo il discusso rigore che ha deciso la sfida di Champions League tra Real Madrid e Juventus. In quella notte di coppa Oliver vide un fallo in area di Mehdi Benatia su Lucas Vazquez e fischiò, Cristiano Ronaldo tirò dagli undici metri ed eliminò la Juve. Dopo le parole durissime dei giocatori bianconeri, costretti a uscire dalla competizione ai quarti di finale, nei giorni successivi sui social sono arrivati insulti pesanti per il direttore di gara. Minacce di violenze e macabri auguri di morte per Oliver, per sua moglie e anche per un ignaro dentista "reo" di avere lo stesso nome e identico cognome dell'arbitro inglese.

"Sono state giornate strane"

Ora Mr. Oliver è sereno, anzi felice. L'Uefa ha difeso a spada tratta il suo operato e la Football Association inglese l' ha "premiato" affidandogli la direzione di gara della finale di FA Cup tra il Manchester United di Josè Mourinho e il Chelsea di Antonio Conte (in programma il 19 maggio). Ma dopo l'11 aprile il clima era diverso. "Sono state giornate strane e difficili, ma ho apprezzato che tante persone, sia del mondo del calcio sia estranee ad esso, mi abbiano espresso il loro appoggio - ha detto Oliver -. Ma il messaggio più importante mi è giunto dalla FA, che mi ha designato per dirigere la finale della coppa".

"Molti mi hanno mandato messaggi di supporto"

"La gente mi avvicinava per la strada e molti mi hanno mandato messaggi di supporto. E' bello sapere che ho questo sostegno", ha aggiunto Oliver. "Quando cominci a fare questa attività, non pensi certo di dirigere la finale della FA Cup - ha detto ancora l'arbitro - ma quando la carriera prosegue diventa un obiettivo realistico, anche se non ti aspetti mai di ricevere quella chiamata".