"Trapela pessimismo": il Milan verso l'esclusione dalle coppe europee

Si attende la sentenza dell'Uefa e si valuta il ricorso davanti al Tas di Losanna. Fassone: "Speriamo che vengano valutati fatti certi e non congetture"

'Trapela pessimismo': il Milan verso l'esclusione dalle coppe europee
TiscaliNews

Milan fuori dalla Europa League 2018-19. Passo dopo passo la società rossonera si prepara alla clamorosa esclusione dalle coppe europee per la prossima stagione. Il Settlement Agreement è stato bocciato due volte nei mesi scorsi e anche l'ennesimo tentativo di difesa davanti alla Camera giudicante della Uefa non ha portato gli effetti sperati. Fassone ha chiesto pari trattamento rispetto agli altri casi nell'era del Financial Fair Play, ma l'Uefa sarebbe orientata a usare il pugno di ferro contro il Milan. La sentenza dovrebbe arrivare entro questa settimana, ma tra i rossoneri c'è pessimismo e si lavora a una nuova strategia. Quasi scontato quindi il ricorso al Tas di Losanna.

Il debito con Elliott e l'attesa del nuovo socio

Il problema è sempre il solito: la copertura del debito da 303 milioni di euro con Elliott in scadenza ad ottobre. Ma in fase di appello il Milan spera di poter contare su un nuovo socio di Li Yonghong. Le trattative per l'ingresso del nuovo finanziatore sono "in fase avanzata, si spera di chiudere entro metà luglio", avrebbe detto l'ad Marco Fassone.

"Abbiamo scelto di andare per fatti certi"

Ma la "carta" del nuovo socio non è stata usata davanti alla Camera giudicante, nell'udienza in contraddittorio con quella investigativa. "Abbiamo scelto di andare per fatti certi, non per supposizioni e congetture. E speriamo che vengano valutati fatti certi e non congetture", ha chiarito Fassone. Il Milan nella sua difesa è entrato nel merito dei numeri, della gestione corrente e della continuità aziendale che - è stato sottolineato dal fronte rossonero - è garantita da Elliott. "Chiediamo che il club sia valutato in coerenza con le decine di decisioni prese negli anni del Financial Fair Play. Abbiamo un po' la sensazione che il fatto di rimandare il nostro caso alla Camera giudicante sia differente rispetto a come sono stati trattati altri casi", ha puntualizzato Fassone, che si attende un verdetto "abbastanza veloce", pronto eventualmente a rivolgersi al Tas: "Se dovessimo valutare la decisione eccessivamente penalizzante la strada dell'appello è possibile".

"Mercato? Abbiamo un piano A e un piano B"

C'è poi il problema del mercato. Il Milan "sta lavorando sotto traccia per non farsi trovare impreparato", ha chiarito l'ad rossonero. "Per il mercato bisogna aspettare le sentenze? Mirabelli sta lavorando dietro le quinte, non è andato al mare a prendere il sole in attesa delle sentenze - ha spiegato Fassone -. Le sentenze possono semplicemente modificare la disponibilità di budget che abbiamo. Abbiamo un piano A e un piano B, si sta lavorando sotto traccia per non farci trovare impreparati".