“Donnarumma andrà via dal Milan perché minacciato di morte”. Juve e Real Madrid se lo contendono

Mino Raiola: “Gigio non ha prezzo, e comunque non lo faccio io: tocca al Milan. Io so che è l’unico portiere in grado di vincere più palloni d’oro”

Gigio Donnarumma in azione
Gigio Donnarumma in azione
Redazione Tiscali

Qualcuno avrebbe minacciato di morte Gigio Donnarumma. Di primo acchito sembra però un diversivo, un’esca lanciata lì per lì dal suo agente per non parlare solo di soldi. “Lui è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata: minacce di non giocare, di morte, striscioni mai tolti dalla società e un atteggiamento passivo nei suoi confronti. Non è mai stata una questione economica, se due parti vogliono trovare una soluzione la soluzione si trova. Visto che loro erano in giro con il budget di un top player e il top player ce l'hanno in casa, io sicuramente avrei trovato un modo per soddisfare le parti, ma non siamo mai entrati in quei discorsi", ha detto alla Gazzetta Mino Raiola, il vulcanico (e preparato) agente del portierone.

Donnarumma non ha prezzo

Per quanto riguarda la minaccia di far marcire in panchina il petalo più pregiato della rosa rossonera, sembra un’altra boutade: Donnarumma vale troppo - per club, agenti, calciatore ed eventuali acquirenti - per una simile eventualità. “Non ha prezzo, e comunque non lo faccio io: tocca al Milan. Io so che è l’unico portiere in grado di vincere più palloni d’oro”, ha detto sempre alla rosea Raiola. Del resto, in qualunque modo vada questo giallo estivo, Gigio dal prossimo anno sarà l’estremo difensore più pagato al mondo: ha rifiutato un’offerta del Milan da 50 milioni lordi per 5 anni, evidentemente c’è qualcuno disposto a dargli di più (Real Madrid o Juve?).  E, si sa, al cuore non si comanda, a meno che non ci sia un’offerta migliore.

Tutta una questione di soldi

La carriera di un calciatore può essere breve o lunga, questione di fortuna. Quindi prima di tutti i soldi “sporchi, maledetti e subito”. Ecco perché Raiola tratta a oltranza. Sulla gestione sbagliata di un top player come Donnarumma, Raiola ha detto che "secondo me sì è stata sbagliata. Sono stati troppo esuberanti, i toni sono stati sbagliati e i rapporti non sono stati giusti. Se volevo conoscere il progetto del Milan in modo più graduale? Sì, ma comunque avevo già garantito alla società che non saremmo partiti a parametro zero, l'ho sempre detto e pensavo fosse sufficiente almeno per mettere tranquilla la parte patrimoniale della cosa, ma non è stato capito. Non era una questione di rubarsi il giocatore, ma forse ho sbagliato io, non sono stato molto convincente, non lo so. E' stato gestito tutto male secondo me". E adesso? le offerte dei grandi club, fa sapere, "quelle c'erano già da quando aveva 16 anni e anche quando ne aveva 14, quindi se voleva andar via sarebbe andato via quando non era il titolare del Milan. Ripeto, non è questo, noi non abbiamo accordi con qualche società, nessuna società ci spinge a fare certe cose. Il problema non è economico, è una questione di forma: basta minacce, tensioni, stress e passività della società nei confronti di Gigio".

Il Milan cerca un sostituto

Sul rapporto con Mirabelli (quello che minacciato la panchina), Raiola non si sbilancia: "Io parlo del Milan, poi Mirabelli è stato un esponente che ha condotto questo e quindi si prenderà le sue responsabilità. Se Mirabelli dovesse fare retromarcia e usare altri toni? Oggi non voglio riaprire questi discorsi perché sarebbe riaprire un'altra volta il circo e non lo voglio fare". Quanto al rischio che Donnarumma possa stare fermo un anno, il procuratore ammette che "il rischio c'è, è un rischio importante. Se sarà giudicato per le sue qualità di sicuro non perderà l'anno, se invece ci sono altre situazioni che costringono l'allenatore a prendere certe decisioni allora forse lo perderà. Per me è mobbing se minacci un giocatore di stare un anno in tribuna. Un nuovo portiere per il Milan? Hanno il diritto di cercarne anche altri sette di portieri, non è mica un nostro problema". Per Gigione Donnarumma è tempo di migrare.