Il dramma di "Negroro": dalla gloria in Coppa Uefa ai palleggi ai semafori

L'ex calciatore Nicolae Negrila negli anni Ottanta giocava nella serie A romena. Oggi chiede l’elemosina vicino ai Musei vaticani a Roma

Il dramma di 'Negroro': dalla gloria in Coppa Uefa ai palleggi ai semafori
di Redazione Tiscali

La palla arriva nell'area del Kaiserslautern, i difensori tedeschi restano immobili e Nicolae Negrila segna il gol che regala all'Universitatea Craiova la semifinale della Coppa Uefa. Era il 1983 e "Negroro" era una bandiera dei "leoni di Banie" e un nazionale romeno. Anni di gloria per l'Universitatea e diversi trofei strappati a Steaua e Dinamo, le squadre di Bucarest tanto amate dal dittatore comunista Nicolae Ceaușescu. Il difensore con la maglia biancoblu ha vinto, tra il 1974 e il 1988, 3 campionati rumeni (1973-1974, 1979-1980 e 1980-1981) e 4 Coppe di Romania (1976-1977, 1977-1978, 1980-1981 e 1982-1983) difendendo anche i colori della "Echipa națională de fotbal a României" per 28 volte.

Chiede l’elemosina vicino ai Musei vaticani a Roma

Poi il regime è crollato e la gloria personale di "Negroro" e quella della Universitatea Craiova sono lentamente svanite. La società è fallita nel 2013 prima di essere rifondata con il nome di CSU Craiova, che ad agosto ha affrontato il Milan nel preliminare di Europa League. A "Negroro" è andata anche peggio. Oggi ha 63 anni, vive a Roma e "lavora" in un semaforo vicino ai Musei vaticani, qualche tocco con il pallone (residuo di anni di battaglie in campo) un sorriso e poi la richiesta di qualche euro per mangiare. Solo qualche anno fa viveva una vita normale e dichiarava: "Mi piace tornare a Gighera, il paese dove sono nato, mi metto a pescare e a giocare con i bambini in strada. Sono felice quando mi chiamano e urlano: "Dai Nicolae, gioca un po' con noi".

La tromboembolia polmonare e poi il lento declino

Una vita normale per un ex giocatore. Ma qualche anno fa Negrila è finito in rianimazione nell'Ospedale di Craiova. Diagnosi terribile: tromboembolia polmonare causata da un coagulo di sangue partito dal piede. "Sono stato fortunato a restare in vita, i medici mi hanno detto che la percentuale di sopravvissuti a casi come il mio non supera il 2 per cento", disse il difensore. Medicine costose e l'inizio di un lento declino culminato con l'arrivo in Italia. "Quando penso alla mia carriera da giocatore, la prima cosa che mi viene in mente è la gioia per aver portato il Craiova alle semifinali di Coppa Uefa con Benfica", ricordava con nostalgia. Sul sito del Craiova c'è una pagina dedicata al difensore, una foto in bianco nero con Negrilă che alza un trofeo al cielo e una breve scheda con le statistiche della sua militanza in biancoblu. Troppo poco per onorare una bandiera.