[L’analisi] L’affare Ronaldo ammazzerà la Juventus e vi spiego perché

Cosa dovrà fare la Juve per salvare i conti? Sarà obbligata a vincere la Champions, e per questo ha preso un fuoriclasse che ne ha vinte 5 con due squadre diverse. Ma a quanti altri dovrà rinunciare o quanti ne dovrà vendere ogni anno? Siete proprio sicuri alla fine che quello di Ronaldo sia davvero un affare per la società di Agnelli? Ecco numeri alla mano perché rischia di essere un affare disastroso

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo

Ronaldo alla Juve ormai è fatta, e non è tanto perché il silenziosissimo Andrea Agnelli l’avrebbe confessato pure al cameriere del ristorante, - «è solo questione di giorni» -, che a sua volta l’avrebbe riferito al giornalista spagnolo di Marca, tanto per chiudere il cerchio. E’ persino più credibile il Daily Express secondo il quale il vicepresidente esecutivo del Manchester United Ed Woodward sarebbe stato respinto direttamente dal Real Madrid quando ha cercato di entrare nella trattativa sul CR7: troppo tardi, gli avrebbero detto.

E dev’essere proprio così. E’ fatta, è vero. Ma forse non proprio alle condizioni che hanno raccontato i giornali in questi giorni: 100 milioni per il cartellino e 30 netti di ingaggio all’anno al giocatore. I 30 sono giusti, i 100 no. Dovevano essere 120 in realtà, ma Florentino Perez, il presidente della Casa Blanca, ci avrebbe ripensato, stretto fra le critiche dei tifosi e dei dirigenti. Forse 130, probabilmente 150. A queste cifre già molto elevate, bisogna aggiungere la sostanziosa parcella per la commissione di Jorge Mendes, il procuratore di Ronaldo, roba da un altro sacco di zeri.

Adesso stanno tutti a dire, compresi noi, che la Juve ha fatto di sicuro i suoi conti e che non ci perderà. Secondo uno studio di StageUp/Ipsos l’incremento dei ricavi commerciali grazie a Ronaldo sarebbe di circa 80 milioni l’anno. Ma queste sono tutte proiezioni, speranze, numeri sulla sabbia. La realtà è davvero così? La Juve prende un giocatore di quasi 34 anni, il più forte giocatore del mondo, è vero, a cifre pazzesche, che non ha mai tirato fuori per nessuno in tutta la sua storia. Ne vale la pena? Guardiamo, una volta tanto, i numeri veri. Calcoliamo 120 milioni per il cartellino, più i trenta netti dell’ingaggio che significano circa 66 milioni all’anno, e aggiungiamo una commissione per Jorge Mendes più o meno del valore di quella che hanno versato agli agenti di Emre Can per prenderlo a parametro zero. La somma ammonterebbe a circa 400 milioni.

E ciò vorrebbe dire per il bilancio della Juve sostenere un costo annuo per i prossimi quattro esercizi, quelli del contratto di Ronaldo, di cento milioni tra quote ammortamento e ingaggio lordo. La Juve ha chiuso l’ultimo bilancio per il 2017/2018 con ricavi di poco superiori ai 500 milioni e una perdita che si può ipotizzare fra i dieci e i venti milioni. Per inserie Cristiano Ronaldo nel bilancio bisogna come minimo mantenere questi livelli di ricavi derivanti dalla Champions League e dalle plusvalenze essenziali per coprire i costi operativi ricorrenti. Ma noi sappiamo già che la Juve dovrebbe subire un calo di introiti con la nuova spartizione dei diritti tv. Per questo diventa essenziale aumentare gli incassi del merchandising, che è il settore cresciuto meno, per non dire quasi niente rispetto alle grandi corazzate europee, in questi di anni di trionfi di Andrea Agnelli. Premesso che riteniamo irrealizzabili le previsioni a buon mercato di SrageUp/Ipsos, evitiamo di leggere la palla di vetro e restiamo ai numeri e ai fatti.

Per accollarsi Ronaldo, è evidente che la Juve è costretta a liberare costi in bilancio con cessioni pesanti, che levano altri ingaggi di rilievo e quote di ammortamenti. Come Higuain, of course. Secondo Gianluca Di Marzio, il Pipita costa tutto compreso 34 milioni all’anno. Cento meno 34 fa 66. Ma a questi bisogna aggiungere gli ultimi acquisti (Cancelo, Perin, Emre Can per la parcella dei procuratori, e il riscatto di Douglas Costa), il cui ammontare, sempre secondo Di Marzio, è di 40 milioni solo per quest’anno. Le scadenze dei contratti di Buffon Asamoah e Lichtsteiner porta invece un risparmio di 21 milioni di euro. Sessantasei più quaranta meno ventuno: fa 85 ancora da coprire. E come? Molti giornalisti sportivi hanno raccontato un po’ di storie in questo senso, sostenendo che Exor e la Fiat si accollerebbero parte dell’ingaggio: una bufala neanche da smentire.

Hanno scritto che Ronaldo farà il testimonial per FCA o Ferrari. Può essere: ma un’azienda vera e propria come quella di CR7 con 29 dipendenti, non lo farebbe certo gratis solo perché la Juve lo paga. E ipotizzare un intervento diretto della Exor, oltre che vietato dalle attuali norme del Financial Fair Play, non lo si può immaginare se non con un adeguamento dell’attuale contratto di sponsorizzazione che prevede ricavi di 17 milioni annui, che comunque dovrà essere sottoposto al vaglio dell’Uefa, che cerca di evitare sponsorizzazioni farlocche (quando non riguardano i grandi magnati del calcio, ai quali tutto è permesso: gli italiani non rientrano in questo clan). E’ comunque impensabile un aumento superiore al doppio della cifra. Quindi, facciamo altri 17 milioni. Ne restano 68. Mettiamo pure che si aggiunga qualche sponsor e che il merchandising, oggi attestato a 30 milioni d’euro, aumenti del 70 per cento, a una cifra comunque più credibile di quella ridicola degli 80 milioni, e tutto questo non basterebbe.

E allora? Cosa dovrà fare la Juve per salvare i conti? Sarà obbligata a vincere la Champions, e per questo ha preso un fuoriclasse che ne ha vinte 5 con due squadre diverse. Ma a quanti altri dovrà rinunciare o quanti ne dovrà vendere ogni anno? Siete proprio sicuri alla fine che quello di Ronaldo sia davvero un affare per la società di Agnelli? L’ex presidente della Federcalcio Franco Carraro ha sorriso sornione. «Ormai è fatta», l’ha detto anche lui, e siamo a posto. Ma poi ha aggiunto: «Un giocatore di quell’età, a quelle cifre? Io ci avrei pensato un po’ sopra». Certo, se lo dice Carraro, possiamo pure sorridere anche noi. Ma a volte anche i meno bravi ci azzeccano.