Messi killer, la Juve cade malamente a Barcellona. Super Alisson, con la Roma l'Atletico non passa

Ai blaugrana va davvero tutto bene. Buona prima parte dei bianconeri, poi la Pulce sale in cattedra e non c'è storia. Muro giallorosso, pari con gli iberici

Redazione Tiscali

Vendetta compiuta. I blaugrana infieriscono sulla Juventus, prendendosi la rivincita di quanto accaduto la scorsa primavera, quando in Champions il Barcellona cadde per mano degli undici guidati da Max Allegri, poi sconfitti dal Real Madrid in una finale da dimenticare. Stavolta Messi fa Messi, la classe si vede tutta, ma è una punizione forse troppo severa quella che si abbatte sui bianconeri che hanno fatto vedere carattere e buon gioco almeno per la prima frazione della gara. Allegri aveva definito questa sfida non decisiva. Il torneo è appena cominciato c'e tempo. Ma pochi si auguravano una debacle così netta al Camp Nou. 

La Pulce spietata

La Juventus non è riuscita a concretizzare il buon gioco mostrato nel primo tempo e viene beffata proprio allo scadere da Leo Messi, rasoterra killer che batte Buffon. Propizia il 2-0 con un gran tiro ribattuto in modo goffo da Sturaro che diventa un assist per Rakitic al 56mo. Poi è ancora show con gran botta imprendibile di Buffon su mezzo pasticcio di Bernardeschi. Higuain evanescente, Dybala a corrente alternata, un po' di assenze pesanti si fanno sentire. Il divario è comunque chiaro. 

Diga Alisson, con la Roma l'Atletico non passa

Una Roma che era partita benino, ma che poi è finita sotto assedio da parte degli uomini di Diego Pablo Simeone, deve fare un monumento ad Alisson che con cinque parate fondamentali ha tirato su una trincea che ha salvato il pari a reti inviolate e fermato gli spagnoli. I giallorossi si sono fatti rispettare, con gran tiro di Nainggolain al 20mo del primo tempo, reclamando un giusto rigore (la mano di Vietto su tiro di Perotti). Ma ne secondo tempo sono vistosamente calati, chiudendosi dietro e cedendo il gioco all'Atletico. Qui ha fatto la differenza Alisson, reattivo sui tiri di Saul (due volte, uno ravvicinato di testa quasi allo scadere), Raul e Correa. Un muro che non cede di un millimetro, negando il successo agli iberici.