Il miracolo fallito della Juve e l’assurda espulsione di Buffon

Quelli al Bernabeu non sono stati comunque novanta minuti dominati come quelli della Roma contro il Barcellona. A Buffon gli sarà pure scappata qualche frase di troppo. Ma come si fa a non capire una situazione del genere. Gary Lineker vedendo Gigi che usciva a testa bassa dal rettangolo di gioco ha commentato alla tv inglese che «è una cosa assurda. E’ stato come sparare a Bambi»

L'arbitro Michael Oliver sta per espellere dal campo Gigi Buffon
L'arbitro Michael Oliver sta per espellere dal campo Gigi Buffon

La Juventus ha perso solo di rigore, perchè forse non c’era altro modo di perdere una partita incredibile, vinta con il coraggio degli incoscienti e la passione dei suoi uomini, e dominata soprattutto grazie ad Allegri, e i tifosi scettici dei bianconeri prima o poi dovranno convincersene. C’è una sola cosa reale nel calcio per recuperare lo svantaggio di formazione, le distanze dei bilanci e quelle tra una rosa e l’altra, ed è la tattica.

La squadra di Allegri era riuscito a recuperare fuori casa, nel tempio del Bernabeu, il tre a zero dell’andata inflitto dai madridisti alla Juventus, giocando come ha fatto la Roma, aggredendo l’avversario e cercando di infilarsi negli spazi fino a venti minuti dalla fine, quando forse da una parte ha sentito il bisogno di rifiatare e dall’altra il Real ha tirato fuori tutta l’orgoglio e la rabbia per riprendere in mano una qualificazione che sembrava svanire incredibilmente. Non sappiamo giudicare con certezza se l’intervento di Benatia fosse da rigore o no.

Dalle immagini in esclusiva di Canale 5 pare proprio di no, visto che il difensore toccala palla anche se con un intervento scomposto, da dietro. Ma certe cose sono segnate dal destino. Non è che bisogna rassegnarsi. Si può essere più forti. Però, è una salita dura, a volte quasi impossibile. E il destino è stato presente in tutti i 180 minuti della sfida. Tanto che, a proposito di rigori, l’unico indiscutibile è stato quello non fischiato su Cuadrado a Torino, alla fine della partita di andata. Ha ragione Andrea Agnelli quando pone una riflessione su Collina, l’uomo che sceglie gli arbitri delle partite internazionali e che magari per evitare qualsiasi sopetto di favoritismi pare aver deciso di perseguitare le squadre italiane (basta pensare all’arbitraggio scandaloso contro la Roma a Barcellona, o quelli contro il Milan e pure la Lazio, che è la squadra per cui tifa: con lui non ce n’è per nessuna). 

Quelli al Bernabeu non sono stati comunque novanta minuti dominati come quelli della Roma contro il Barcellona. I blancos più di una volta sono andati vicino al gol, e oltre alla traversa di Varane, Buffon è stato impegnato più di una volta ed è stato addirittura strepitoso su Isco, nel primo tempo, quando il risultato era sull’uno a zero in favore della Juventus. In compenso pure i bianconeri hanno rischiato di segnarne più ancora di quelli che già sono riusciti a fare, con Mandzukic che solo davanti al portiere ha toccato leggermente un cross passando la palla al portiere o con Higuain, da terra, in mischia, a due passi dalla linea di porta. Se all’Olimpico era girato tutto per il verso giusto, con la Roma che era riuscita a cancellare completamente il Barcellona dal campo (neanche una parata di Allison in novanta minuti), a Madrid non è andata così. Il Real è stato sconfitto, ma non è mai morto.

Però, la cosa più amara di questa partita, la cosa peggiore non è stata la dolorosa eliminazione della Juventus. E’ stata l’espulsione di Gigi Buffon, forse il più grande portiere della storia, cacciato via dall’arbitro all’ultimo minuto come un terzinaccio che ha spaccato le gambe a qualcuno. Probabilmente sarà l’ultima partita del numero uno in campo internazionale. A Buffon gli sarà pure scappata qualche frase di troppo. Ma come si fa a non capire una situazione del genere. Gary Lineker vedendo Gigi che usciva a testa bassa dal rettangolo di gioco ha commentato alla tv inglese che «è una cosa assurda. E’ stato come sparare a Bambi».

Il pubblico del Bernabeu, invece, ha accompagnato con gli applausi Buffon negli spogliatoi. Sipario. Gigi a chi gli chiedeva cosa ne pensava, ha detto che «un professionista che viene ad arbitrare queste partite e non ha la sensibilità di capire che per decidere su un episodio quantomeno dubbio all’ultimo minuto bisognerebbe rifletterci di più sopra, vuol dire che al posto del cuore ha una pattumiera». L’ultima partita? «Mi dispiace da morire. Mi dispiace lasciarte gente come questi miei compagni. Sono persone straordinarie. Nel mio piccolo spero di avere anch’io lasciato qualcosa a loro». Forse, doveva andar così. Quando hai il destino contro, è una gran brutta bestia da guardare.