Buffon questa volta è una furia
Sportal
E alla fine anche Gianluigi Buffon è sbottato in un lungo confronto con la stampa a Coverciano.
"Non posso più dire quello che il mio cuore e la mia mente pensano - ha sottolineato -: ho avuto l'ennesima conferma, in questi giorni, che è così. Le persone perbene, che hanno la coscienza a posto e non hanno scheletri nell'armadio, non possono dire quello che pensano. Frequentate il calcio da millenni, ma poi avete la forza di fare certe paternali... Io non devo dire quello che volete voi giornalisti".
"Il mondo sta andando come sta andando, e penso abbastanza male ma andrebbe preservata la libertà di pensiero, degli altri - ha proseguito -. Però nella vita bisogna anche prendersi delle responsabilità, e me le sono sempre prese. Quando tocchi certi argomenti per voi non è mai il momento giusto. Ma invece credevo che andasse fatto un distinguo tra comportamenti anche discutibili, ma non certo paragonabili a organizzazioni truffaldine, criminali. Come possono essere paragonati episodi tanto diversi? Quello che interessa è mettere qualcuno alla gogna".
"Se è vero che gli inquirenti vogliono parlarmi dovete dirmelo voi - ha aggiunto -. Tanto lo sapete prima voi. Ditemelo voi, che sapete tutto sempre prima degli interessati. Ho piena fiducia che un pubblico ministero possa fare realmente giustizia. Non c'è niente di peggio che speculare sulla vita delle persone. Se una persona è talmente tarata, come è successo, che possa pensare, per dire, che l’errore che ho fatto con il Lecce in campionato sia perché avevo scommesso sulla partita, non c’è più niente da dire. Sono accuse che ti disarmano".
30 maggio 2012
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