Il derby di Bologna dice Fortitudo

Il derby di Bologna dice Fortitudo
©Simone Lucarelli
di Sportal.it

Ci sono notti e partite che non sono né possono essere uguali alle altre, il derby di Bologna giocato in un PalaDozza gremito e col pubblico raggiante a bordo campo è qualcosa di difficile da spiegare a parole: semplicemente è il ritorno della basketcity felsinea dei bei tempi. Il finale recita 79-72 a favore della Fortitudo, al termine di una sfida infinita e senza esclusioni di colpi, in cui ha inciso e non poco il grande impatto iniziale della Kontatto, che ha messo fin da subito le mani sul manubrio, costruendo un buon gap, che poi ha saputo amministrare. Male la Segafredo in difesa, male nei momenti chiave, limitata dall’imprecisione al tiro quando la partita poteva cambiare. Decide Mancinelli con un quarto periodo da All star: la sua gara recita 15 e 9 rimbalzi ma sono tante le cose che non sporcano il figlio. Bene, specie in avvio, Legion (15 e 6 assist) e Knox (16+9 rbz), decisivi Ruzzier (12 e 6 ast) e un monumentale Candi, prima in difesa, poi con gli 11 punti a referto. Alla Virtus non basta Rosselli (16) né un Umeh da brutte percentuali al tiro, né un eroico Spissu da 15 punti e 5 assist. Finisce con l’invasione di campo della Fossa, come nei tempi belli.



Inizio di gara contraddistinto dalla grande verve degli uomini della Effe che si buttano a corpo morto su ogni pallone. Se capitan Mancinelli dà l’esempio, di sicuro nessuno della Kontatto può tirarsi indietro. Legion è carico a pallettoni e segna con continuità sia con energia che con le triple, Knox porta letteralmente a scuola di post basso Kenny Lawson, visibilmente contratto in avvio ed il vantaggio cresce fino alla doppia cifra. Servono le triple “ignoranti” di Spissu e Rosselli a tenere a galla la squadra di Ramagli, che soffre maledettamente dal punto di vista difensivo. Umeh, finalmente, porta acqua al mulino della Segafredo dopo tanti errori, nel mentre i contatti sul campo non si sprecano, Campogrande finisce sui cartelloni pubblicitari, le mani biancoblu sono ovunque e ne esce una gara spigolosa ed avvincente. Serve esperienza e Michelori entra pronto a portare il suo contributo alle Vu Nere, ma commette in un amen due falli che lo buttano fuori dal match, con la Virtus che si affida solo alle soluzioni individuali dei suoi. Il vantaggio cresce in misura esponenziale, anche Rosselli deve andare in panca con problemi di falli, è 29-16 alla prima pausa.



Cambia il match. Spizzichini porta energia e “attributi” ai bianconeri. Canestro dal post basso, poi fallo (antisportivo) sul “fuorigioco” di Legion che non produce neanche un punto. Bruttini, anche lui entrato dalla panca, entra e produce, ma Ruzzier con la forzatura in penetrazione sblocca la Effe. Spissu, battezzato dalla difesa, punisce regolarmente la Kontatto dalla lunga distanza, ma ancora il play triestino la spiega, con la bomba che ricaccia la Virtus al -16 (38-22) al 15’, dopo un primo timido recupero. Bologna ha bisogno di una scossa. Rosselli nonostante tutto rientra in campo, mette coraggio e subisce falli punendo dalla lunetta. Umeh riprende con canestri pesanti e quando anche Lawson, dopo l’ennesimo errore, si sblocca, la Segafredo torna sotto la doppia cifra di svantaggio. Continuano però i bianconeri a latitare in difesa, Campogrande sfrutta gli spazi trovati dopo il press andato a vuoto, ma Spissu è ancora presente. Cinque punti in fila del play ex Sassari, con veemente esultanza che gli costa tecnico e terzo fallo – non sfruttati dalla Effe – scrivono il 45-37 dell’intervallo che grida battaglia in vista della ripresa.



Sembra essere di nuovo dominio biancoblu quando dopo meno di un minuto il 5-0 firmato Candi e Legion rimette 13 lunghezze fra le due squadre, ma la notizia è che la difesa Virtussina è entrata in campo, con un Kenny Lawson a protezione del canestro. Dopo tango agonismo, senza canestri, Umeh spezza l’equilibrio con uno step back da manuale. Montano si sbatte in difesa e su ogni pallone vagante, ma il parziale delle Vu nere è dietro l’angolo: dopo la reverse in “fuorigioco” di Mancinelli, Lawson che inizia a dominare a rimbalzo offensivo ci mette il punto esclamativo con la bimane. Da qui è grande Segafredo: contatto Ruzzier – Spissu. È il 4^ fallo del play sassarese, ma quello fortitudino reagisce con una spinta, antisportivo che segue e fischio cambiato. Entra Spizzichini e Ramagli trova energia ed intensità. Quando Ndoja mette la tripla, dopo tanti errori, è gara riaperta (52-48 al 26’). Serve una magia con bacio al ferro di Ruzzier a sbloccare la Effe dopo tanti brutti attacchi, il finale è un botta e risposta dalla lunetta tra le due formazioni che hanno sprecato il bonus. Spizzichini, sempre a cronometro fermo, firma il 59-54 che lancia le squadre per il rush finale.



La Kontatto sembra ripartire malissimo, ma l’inerzia è nei dettagli: una “simulazione” di Candi viene premiata con lo sfondo dalla terna, dopo un attacco non disegnato Mancinelli mette una tripla dal parcheggio e quando Gandini, che ha lavorato come un fabbro in vernice, batte Lawson dal palleggio e appoggia al vetro, è un 64-54 che fa esplodere la Fossa. Serve la scossa e Spissu, sempre dalla lunga distanza, e il gancio di Rosselli si fanno trovare pronti, ma in un derby i capitani devono dare quel qualcosa in più e Mancinelli piazza un’altra bomba. Il problema della Virtus è l’energia difesiva. La Effe aggredisce la gara a rimbalzo e si butta dentro contro le maglie nere troppo pigre, Raucci mette al tabellone il lay up del nuovo +10 a 5’30” dalla fine. La gara è di fatto finita quando Knox ruba il rimbalzo a Lawson per la schiacciata e Candi, con una gara difensiva importante, propizia l’ennesima persa della serata della Segafredo. Legion dai 10 metri spara una bomba che sembra ammazzare la gara, ma la Effe si disunisce, Ndoja prende per mano i suoi in attacco, favorito da una difesa tutto campo che impedisce ai ragazzi di Boniciolli di superare finanche la metà campo. In un amen è -5 Segafredo (74-69) a 2’ dal termine. Legion non spezza l’incantesimo, Lawson finisce a terra ma non arriva nessun fischio, Ndoja sbaglia un facile appoggio e la punizione arriva puntuale: jumper di Candi morbidissimo e +7 Effe. Dopo la sospensione Umeh mette la bomba del -4, recupera palla su Legion e potrebbe firmare il canestro del -2 in contropiede, ma Mancinelli lo cancella con la stoppata: il texano ci riprova dalla lunga ma stavolta non trova il canestro. Ramagli scende di difendere, ma sul più bello Spissu si perde Ruzzier, che va in lunetta per chiuderla. Arriva un 1/2, ma la bomba di Rosselli non va, Mancinelli sigilla il risultato con la schiacciata, è vittoria Effe 79-72.



Articolo in collaborazione con Basketissimo.com