Turco o tedesco? Bufera su Özil, simbolo della Germania multietnica che non vince più

Le foto con il presidente Erdogan, l'umiliazione della nazionale tedesca in Russia e le polemiche. Il padre: "Lo usano come capro espiatorio, lasci la Germania"

Turco o tedesco? Bufera su Özil, simbolo della Germania multietnica che non vince più
di Redazione Tiscali Sport

Una favola divenuta fallimento in quattro anni. C'era una volta, perché tutte le favole iniziano così, una Germania campione del mondo. A sollevare la coppa in Brasile nel 2014 non c'era una squadra qualsiasi, ma una Germania multietnica.  In difesa c'era un gigante nero di origine ghanese come Jérôme Boateng, a centrocampo il "tunisino" Sami Khedira e il fantasista "turco" Mesut Özil e in attacco si alternavano due bomber polacchi come Miroslav Klose e Lukas Podolski. E in panchina? Un tedesco di origine albanese: Shkodran Mustafi. "Questa nazionale multietnica è lo specchio fedele della nazione di oggi", diceva orgoglioso Oliver Bierhoff. Il binomio era semplice: multietnica e vincente.

L'umiliazione in Russia e processo al "turco" Özil

Ma quando i risultati sono venuti meno, proprio quel modello è finito nel mirino del pubblico tedesco. La Germania ha fatto una figuraccia in Russia con una rosa molto simile a quella del 2014. Antonio Rüdiger (Sierra Leone) e İlkay Gündoğan (Turchia) al fianco dei confermatissimi Boateng, Khedira e Özil. Ma la Germania ha perso due partite su tre ed è andata fuori dal torneo nella fase a gironi (ultima nel gruppo F). Una umiliazione che ha avuto un effetto immediato: multietnica non era più sinonimo di vincente. Ed è tornato a galla un episodio relativamente recente con la stella Özil come protagonista.

Merkel? No le foto sono con il presidente Erdogan

Il tedesco Özil che, insieme al compagno Gündoğan, aveva incontrato e posato per le foto di rito con il premier turco Erdogan poco prima della partenza del Mondiale. Il fantasista dell'Arsenal non aveva mai nascosto il suo pensiero: "Io sono turco come tutta la mia famiglia. Sono nato e cresciuto in Germania, ho ottenuto i primi successi con la nazionale tedesca Under-21 e sto benissimo qui. Io scelto la Germania per questi motivi". Ma l'opinione pubblica tedesca non ha capito le ragioni di quel calciatore turco, che rende omaggio a un presidente turco, ma che gioca per conquistare titoli per la Germania.

Il padre: "Lo usano come capro espiatorio"

Risultato? I fischi durante gli allenamenti e una petizione di tifosi, respinta, rivolta al Ct Loew per non portarlo ai Mondiali. Una vera e propria bufera che ha costretto lo stesso ds della "Mannschaft" Oliver Bierhoff ad ammettere di aver valutato l'ipotesi di escludere Özil per quelle foto. Parole che non sono piaciute a Mustafa Özil, papà del campione. In un’intervista rilasciata a Sport Bild, ha replicato duramente. "Se fossi in Mesut, me ne andrei. In Federazione non hanno gestito bene la crisi. Dire che sarebbe stato meglio non convocarlo è uno scherzo pesante. Si è sempre detto che si vince tutti insieme, ma se si perde, si perde per colpa di Özil? Lo usano come capro espiatorio". Da stella assoluta a capro espiatorio e il calcio non c'entra nulla.