[La polemica] La vita maledetta di Nainggolan e il web guardone. Gli spioni moralisti non perdonano

di Luca Telese, editorialista

Sul caso Nainggolan ho letto un commento meraviglioso di un interista innamorato del calcio come Michele Dalai: Nainggolan fuma, beve e bestemmia, ma secondo me a scavare fino in fondo qualche difetto glielo si trova”. È una epigrafe perfetta, per una storia in cui si sono superate tutte le soglie del buonsensismo più ridicolo. Finti sportivi indignati, finti moralisti che parlano di esempio negativo per i nostri figli (figurarsi), tifosi (veri) anti-romanisti che pretendono di fare la predica al trasgressore per antipatia anti-giallorossa. La verità è che l’appartenenza di squadra con i presunti stravizi di Radja c’entra poco o nulla. Nainggolan era finito nei guai già a Cagliari per via di certi eccessi, di una vita sregolata, dei litigi in strada con la moglie. Nainggolan sta al calcio come gli artisti maledetti alla nouvelle vague, come Lou Reed al rock. Dire a Nainggollan di fare il bravo ragazzo sarebbe come dire all’ex leader dei Velvet Undergound di riscrivere Heroin scegliendo un titolo più politicamente corretto, dandogli una intenzione pedagogica o educativa.

Potenza fuori controllo

Nanggolan è antropologicamente una divinità guerriera, un genio della lampada pluritatuato, una potenza fuori controllo, esattamente come lo erano Gascoigne, Cantona, Pets Best e altri famosi “maledetti” del calcio finiti nel mirino dei grandi precettori. Ma in questa vicenda del video con bestemmie di Capodanno c’è anche qualcosa di più. “Il Ninja” è la vittima, non l’attore di due sentimenti ridicoli da moralisti della rete che potrebbero colpire tutti noi: il web-guardonismo e il web-puritanesimo d’accatto. Si è detto: “Ha postato un video...”. Ebbene, Nainggolan non postato un bel niente: è stato semmai quasi paparazzato dai suoi amici, è letteralmente vittima di fuoco amico. Era ubriaco, inconsapevole, qualcuno lo ha filmato è lo ha messo alla berlina approfittando (anche se amico, non mi interessa) del suo stato di semi-inconsapevolezza. Il web-guardone va ghiotto per questo tipo di reperti tipo “divinità nella polvere”, e il web-moralista non vede l’ora di poterlo giudicare, di dissociarsi accigliato e severo. Il problema è che spesso si tratta della stessa persona.

Il "botto" di Capodanno

Se Nainggolan non fosse Nainggolan dovrebbe essere considerato normale che la sera di Capodanno - come chiunque altro, anche se atleta - possa fare quello che vuole: bere, ubriacarsi, sparare i botti, dire parolacce e mettersi le dita nel naso. Se qualcuno lo filma in questo stato non è un problema suo, ma di chi viola la sua privacy. Tutti a dare addosso al giocatore della Roma, trattato come se fosse un orco, e in realtà messo alla berlina. Lasciate stare il Ninja: ma se volete pretendere di  giudicarlo, almeno smettete di fare i guardoni.