Campioni d'Italia, la Juventus pareggia con la Roma e festeggia in anticipo. Il Napoli vince tra i cori razzisti

Il Milan pareggia con l'Atalanta ma conquista la qualifica matematica per l'Europa League. La Lazio fermata dal Crotone sul 2-2. Lotta Champions rinviata: si decide tutto all'Olimpico contro l'Inter

Campioni d'Italia, la Juventus pareggia con la Roma e festeggia in anticipo. Il Napoli vince tra i cori razzisti
TiscaliNews

Juventus campione d'Italia per il settimo anno consecutivo, il quarto (con annesse coppe Italia) sotto la guida di Massimiliano Allegri. Quella della Juve è un'impresa che rimarrà nella storia, portata a compimento oggi grazie a uno 0-0 con la Roma che in fondo era previsto, visto che i campioni d'Italia si sono limitati a controllare il match e i giallorossi, rimasti in dieci per l'espulsione di Nainggolan, hanno quasi smesso di affondare. Non è da tutti festeggiare due volte nel giro di quattro giorni, per di più farlo sul campo di una delle sue grandi rivali ha un sapore ancora più dolce in casa. Sul prato dell'Olimpico la Juve ha conquistato lo scudetto n.34 della sua storia. Basta uno scialbo 0-0 che annacqua i gol del Napoli a Marassi per rivedere i bianconeri di nuovo gioire e i giallorossi archiviare un campionato che ha regalato comunque loro di nuovo l'accesso alla Champions, anche se non ancora il terzo posto. La Roma ci ha provato. Di consegnare il campionato ai rivali, per di più davanti al suo pubblico nell'ultima uscita casalinga proprio non ne aveva voglia. Ci ha provato almeno fino al 26' st, quando Nainggolan si è fatto scioccamente buttare fuori per un secondo giallo dopo essere stato ammonito pochi minuti prima. Lì la partita è finita, e sono iniziati i festeggiamenti della Juve, brava a tenere palla fino alla fine senza correre pericoli (né, per la verità, crearne).

La Juve festeggia in anticipo

Di Francesco ha preparato la sfida senza fare calcoli, con l'obiettivo di battere la Vecchia Signora costringendola a rimandare le celebrazioni di una settimana. Ambizione delusa da una squadra, la Juventus, che ha dimostrato ancora una volta cosa significhino forza, carattere, caparbietà. Di Francesco e Allegri giocano una partita a viso aperto, senza assilli di classifica (per la Juve il punticino aritmetico è solo una questione formale) e schierano due squadre votate all'attacco: 4-3-3 i giallorossi che lasciano in panca i claudicanti Manolas e Strootman per Pellegrini e Juan Jesus, con Under che vince il ballottaggio con Schick. Allegri osa ancora di più, presentandosi con un offensivo 4-2-3-1 e Bernardeschi, Mandzukic, Dybala e Higuain tutti insieme davanti alla cerniera Matuidi-Pjanic (fischiatissimo).

Il primo tempo

Quella che va in scena è però più una "amichevole di lusso" che solo nel primo tempo mette in campo sano agonismo (gialli a Pjanic e A.Sandro), la giusta cattiveria e qualche lampo di spettacolo. La Roma si mostra più vivace e già all'8 avrebbe una buona chance con Pellegrini, bravo a rubare palla a Matuidi (entrato all'ultimo momento al posto di Khedita fermatosi nel riscaldamento) e a servire il liberissimo Dzeko che però perde l'attimo. Due minuti e tocca stavolta a Nainggolan spaventare Szczesny con un percussione da centrocampo che però si perde alta. Il match corre via veloce, anche se le occasioni vere e proprie latitano. Nainggolan ringhia come ai vecchi tempi, De Rossi detta i tempi e la Juve soffre con l'uomo in meno a metà campo, soprattutto Mandzukic e Bernardeschi sono spesso avulsi dalla manovra. Under ci prova al 25', si libera bene ma trova il muro Rugani sul più bello. Il primo squillo Juve arriva solo al 33' con Dybala che spaventa Alisson con un tiro da lontano, poi ci prova Bernardeschi al 37'.

Il secondo tempo

La ripresa si apre con un gol di Dybala annullato per fuorigioco, poi nient'altro fino al 26' quando Nainggolan, appena ammonito, fa il bis per un fallo su Dybala e lascia la sua squadra in 10. Di Francesco corre ai ripari: fuori Pellegrini e Under, dentro Gonalons e Schick, per un accorto 4-3-2, ma la partita si può dire finita qui: la melina bianconera degli ultimi 20' serve solo a far festeggiare i tanti tifosi juventini, insensibili anche ai gol del Napoli a Marassi. La Roma non pressa e non riparte, la Juve controlla e giochicchia la palla a metà campo senza sussulti, l'ultimo, quello dal sapore più bello, arriva al 90' ed è quello che cuce il 33mo scudetto, il settimo di fila, sulle maglie bianconere e fa stappare altre bottiglie di champagne, quelle rimaste nel freezer mercoledì scorso dopo la vittoria in Coppa.

Il Napoli vince tra i cori razzisti

Nella notte in cui la Juve conquista matematicamente il settimo scudetto consecutivo, il Napoli centra l'unico obiettivo rimastogli in stagione. Vincendo 2-0 a Genova con le reti di Milik e Albiol nel secondo tempo conquista il record di punti nella sua storia, 88. Il Napoli ha giocato da Napoli, dominando in una gara segnata da insistiti cori discriminatori che hanno portato alla sospensione per 3' nel secondo tempo e richiesto anche l'intervento del presidente Ferrero per fermarli, e anche a fatica. Nel primo tempo la pressione della squadra di Sarri è stata tale che la Samp è riuscita raramente a proporsi in attacco e quando lo ha fatto ha colpito una traversa. Nella ripresa la squadra di Giampaolo è parsa più reattiva, ma la forza del Napoli è stata tale da piegare le volontà blucerchiate. Alla fine il risultato è quello scontato.

Il primo tempo

Giampaolo perde Viviano durante il riscaldamento, fastidio al ginocchio, e Belec debutta. Sarri lascia Hamsik in panchina mentre Insigne guida l'attacco. Al 5' Napoli in gol con Mertens ma Gavillucci annulla per fuorigioco, anche se dal replay si vede che il tocco che innesca Mertens è del difensore blucerchiato Andersen. La Sampdoria pressa alta e cerca di sfruttare le ripartenze per sorprendere un Napoli molto attento, ma i padroni di casa faticano. Nel primo quarto d'ora dominio partenopeo con una sola incursione dei blucerchiati, diagonale di Caprari a lato. E' il Napoli infatti ad avere in mano il pallino del gioco tanto che al 15' ha già raccolto 5 angoli e impegnato Belec, deviazione volante, con Albiol di testa. La squadra di Sarri si posiziona così stabilmente nella metà campo blucerchiata e inizia a bombardare Belec che si supera in un paio di occasioni. Alla mezz'ora Sarri fuorioso con il quarto uomo per alcuni cori, "Vesuvio lavali col fuoco", da parte dei tifosi della Gradinata Sud. Per rivedere la Sampdoria pericolosa bisogna arrivare al 38' ma Koulibaly sradica il pallone dai piedi di Ramirez in area evitando il peggio. Poco dopo primo corner da parte dei padroni di casa e Ferrari di testa colpisce la traversa.

Il secondo tempo

La gara riparte senza cambi ma con l'invito dello speaker ad interrompere i cori per evitare il rischio sospensione e soprattutto con il Napoli pericoloso con Insigne, palla di poco a lato. Ma dopo una prima frazione di sofferenza la Sampdoria nella ripresa è riuscita ad alzare il baricentro e ad aumentare la propria pericolosità tanto che al 16' Kownacki da fuori scheggia il palo a portiere battuto. Belec al 18' ferma Mertens liberato in area piccola da Insigne. Sarri prova così a cambiare inserendo prima Hamsik e poi Milik mentre Giampaolo risponde con Zapata. La mossa di Sarri è vincente visto che Milik al 27' porta in vantaggio il Napoli con una conclusione dal limite che si infila all'incrocio. L'attaccante polacco esulta sotto la gradinata dei sampdoriani che rispondono riprendendo i vergognosi cori discriminatori tanto che l'abitro al 30' sospende la gara per 3 minuti sino a quando Ferrero sceso in campo non riesce a calmare i suoi tifosi. Alla ripresa arriva però subito il raddoppio degli ospiti con Albiol che trasforma di testa un angolo da sinistra battuto da Mario Rui.

La Lazio spreca il primo match-point Champions

La Lazio spreca il primo match-point Champions: rimonta il Crotone del vecchio cuore nerazzurro Zenga, ma rimanda alla sfida finale con l'Inter la possibilita' di ottenere il quarto posto disponibile avendo due risultati su tre a disposizione. Il penultimo turno è incentrato sulla lotta salvezza. Crotone e Spal (che si fa rimontare dal Torino) si collocano a 35 punti alle spalle di tutte le altre che vincono in trasferta: a 36 c'è il Cagliari che riesce nell'impresa di fare bottino pieno a Firenze, a 37 Udinese e Chievo che si impongono in casa del Verona e del Bologna, che conquista comunque la salvezza. A essere nella posizione più delicata è il Crotone, atteso dalla trasferta di Napoli.

Zenga fa felici i suoi vecchi tifosi dell'Inter

E' aspra battaglia a Crotone con Zenga che fa felici i suoi vecchi tifosi dell'Inter. La Lazio passa presto per un'ingenuita' di Ceccherini che abbatte in area Lulic, che trasforma il rigore che Cordaz riesce solo a sfiorare, ma i calabresi caricano furenti e trovano il pari col solito Simy che di testa anticipa Radu. Anderson si prende sulle spalle la Lazio in assenza di Luis Alberto e fioccano occasioni: Caceido prima si mangia un gol poi coglie una traversa, Cordaz salva su Milinkovic. Ma il Crotone trova lo spunto favorevole con Ceccherini, autore del fallo da rigore, che su un cross anticipa Milinkovic e approfitta della mancata uscita di Strahoska per trovare l'angolino. Ma il serbo si riscatta con gli interesse con uno spunto e gol da centravanti, sbagliando poi di testa l'occasione del 3-2. Ora sara' spareggio con l'Inter all'Olimpico.

Impresa del Cagliari

L'impresa maggiore la compie il Cagliari che conferma la buona prova con la Roma, ma stavolta si prende tre punti a Firenze riducendo al lumicino le speranze di Europa League dei viola. Tanto cuore, molto agonismo, un certo ordine e i sardi passano ai fine primo tempo con una punizione insidiosa da sinistra su cui Pavoletti di testa anticipa BIraghi. Nella ripresa i sardi si mangiano il raddoppio due volte con Farias, clamoroso sciupone anche con la Roma, poi rissa finale per un rosso meritato a Veretout.

Blitz salvezza del Chievo a Bologna

Partita ad handicap per il Chievo che subisce un rigore in apertura che Verdi trasforma. I veneti prendono una traversa con Castro, poi nella ripresa straordinario gol al volo dalla sinistra di Giaccherini (che ricorda una prodezza di Totti contro la Samp) seguita da una prodezza di Inglese che lascia in surplace due avversari e segna un gran gol. Tre punti voleva e tre punti ottiene l'Udinese in casa del gia' retrocesso Verona: i friulani fanno quadrato e trovano il vantaggio con Barak, poi controllano le operazioni e fanno un passo avanti verso la salvezza. L'unica a restare al palo in zona retrocessione e' la Spal che gioca un primo tempo baldanzoso a Torino passando in vantaggio con un tiro angolato di Grassi che prende terra e si infila imparabile. Ma nella ripresa i granata cambiano marcia, trovano il pari con Belotti, Edera prende una traversa, poi su un'iniziativa del Gallo De Silvestri segna il gol decisivo che inguaia i ferraresi.