Gaia Brunelli: "Il mio anno con il Parma"

Gaia Brunelli: 'Il mio anno con il Parma'
di Sportal.it


Il suo “È tutto qui, ed è tantissimo…” è diventato la colonna sonora della trionfale stagione del ritorno del Parma tra i professionisti. Grazie all’intuizione di Sky, anche i tifosi crociati che non hanno seguito le “avventure” dei giocatori di Apolloni sui campi “polverosi” della Serie D, si sono potuti emozionare grazie alle imprese di Lucarelli e Corapi, Zommers e Baraye.

 

Merito anche della voce narrante della cavalcata crociata, quella di Gaia Brunelli, che a Sportal.it ha raccontato le emozioni di un anno… crociato. A cominciare dall’istantanea scelta come simbolo: “La prima partita ad Arzignano resta indimenticabile – ricorda Gaia – Per tutti noi era un’esperienza nuova, anche giocatori esperti come Lucarelli erano inevitabilmente curiosi e un po’ impauriti. Ricordo anche la vittoria in casa dell’Altovicentino, ma l’emozione più grande è stata il rigore realizzato da Corapi contro il Rovigo. C’era un clima in tutto lo stadio degno di una finale di Champions League...”.

 

Ancora senza sconfitte, e quasi sempre dominante in tutti i campi e contro tutti gli avversari, il Parma non ha però scatenato invidie o rivalità nelle squadre avversarie. Neppure in quelle più competitive: “Non ho notato alcun segno di insofferenza da parte dei dirigenti o dei tifosi avversari. Il fatto che arrivasse una squadra come il Parma e che ci fossero le telecamere ha trasformato quasi tutte le partite in un evento: quando si vede arrivare, in Serie D, un pullman pieno di tifosi al seguito della squadra in trasferta si può solo provare ammirazione. Per me i veri ‘eroi’ sono stati i tifosi del Parma. Non ho visto rabbia, solo rispetto, neppure nei dirigenti dell’Altovicentino. Magari un pizzico di rassegnazione…”.

 

Gaia, prima e al momento unica donna telecronista di calcio in Italia, mestiere in cui ha una lunga esperienza, ha un passato da calciatrice in Serie A con il Milan ed è pure “Mister”, avendo il patentino da allenatore Uefa B.

 

Così, dall’alto della sua profonda conoscenza calcistica, dice la propria sulle voci di mercato che già impazzano per il Parma che verrà: “Tutta la rosa del Parma mi sembra molto competitiva. In Serie D quasi tutte le squadre hanno 11 titolari e qualche riserva, Apolloni invece ha avuto a disposizione tante alternative di qualità, soprattutto in attacco. Tutti gli under erano di qualità, anche perché provenivano da alcuni dei migliori vivai italiani. Poi è chiaro che qualche ritocco andrà fatto se si vorrà primeggiare anche in Lega Pro, soprattutto sul piano dell’esperienza. Lucarelli, Miglietta e Giorgino saranno i punti fermi, ma si può fare qualcosa d’altro. Gilardino? Se venisse sarebbe fantastico, forse sarebbe più motivato in Serie B, ma indossare una maglia come quella del Parma è una possibilità che non si può rifiutare a prescindere dalla categoria”.

 

Tra i temi degli ultimi giorni, spicca il "caso Baraye", in panchina a sorpresa a Ravenna. Punizione di Apolloni? Voci di mercato? Secondo Gaia Brunelli, niente di tutto questo: “Apolloni sceglie sempre chi si allena meglio in settimana, probabilmente a Ravenna ha voluto dare spazio ad altri attaccanti che avevano giocato meno. Il mister ha fatto un gran lavoro con Baraye, gestendolo come meglio non avrebbe potuto. Yves è veramente una bella persona, umile, con tanta voglia di imparare, ma va gestito con bravura e pazienza, a volte stare fuori può fargli bene. Non c’è nessun caso”.

 

Ecco allora il primo tassello da cui ripartire per la scalata verso la B. Che però ormai per i tifosi del Parma non sarebbe la stessa senza Gaia al microfono…