Scala: "In D un Parma pulito"

Scala: 'In D un Parma pulito'
di Sportal.it


Il Parma è stato ammesso in serie D e il nuovo presidente Nevio Scala ha tirato un enorme sospiro di sollievo.



Ai microfoni di TV Parma, durante la trasmissione ‘Palla in Tribuna’, l’ex allenatore che vinse una Coppa Uefa, una Supercoppa europea, una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia alla guida dei ducali, ha raccontato la trepidazione di questi giorni: “Eravamo in attesa da molti giorni, c’era un rimbalzo di notizie. Eravamo in tensione, io in particolare oggi avevo lo stomaco un po’ in disordine. Ora però siamo sereni e felici. Al di là della potenza economica degli imprenditori facenti parte della cordata, ho avvertito grande entusiasmo: si vuole portare avanti un calcio nuovo, diverso, trasparente e pulito, che possa accattivare l’interesse di tutta Parma, ma anche dell’Italia intera”.



La parola d’ordine per il nuovo progetto è ‘entusiasmo’: “Bisogna sì cercare di vincere e fare una squadra competitiva, ma a modo nostro, in maniera pulita, senza veleni e contrasti - ha continuato Scala -. Non sarà facile riuscirci, anche in virtù dei tempi stretti, ma abbiamo grande entusiasmo e quello ci consentirà di ingranare la quinta. Partiamo dal basso, ereditiamo una situazione complicata. Tutti i nostri giovani sono già altrove, però al di là delle difficoltà l’entusiasmo è una benzina straordinaria”.



Nonostante - o forse per merito de - le peripezie della passata stagione, i tifosi gialloblu si dimostrano fedelissimi alla maglia a prescindere dalla categoria. Anzi, la volontà di stare vicino alla squadra è ancora più grande: “Giorni fa mi ha fermato un signore, dicendomi: ‘Non mi abbono da 4-5 anni, quest’anno tornerò a farlo’. Con questa frase mi ha aperto il cuore, mi ha fatto un regalo bellissimo. Al di là della categoria, Parma può essere entusiasmata dal progetto che abbiamo presentato”, ha raccontato il presidente crociato.



Scala ha in mente anche una nuova immagine per lo stadio Tardini: “Senza le ringhiere che dividono il campo dalle tribune. Speriamo di abbatterle, sembrano quasi delle prigioni. Non so se le istituzioni ce lo consentiranno. L’importante però è che essere al Tardini torni ad essere una festa. Io sono stato in altri stadi, ma le emozioni che dà il Tardini sono indescrivibili”.