Buffon: "Ovvio che resto qui"

Sportal
Gianluigi Buffon a Sky ripercorre la festa dolceamara della Juventus, che ha salutato Del Piero.

Venti minuti da brividi per Del Piero. Come li hai vissuti?
Commovente è l’unica parola che mi viene in mente, soprattutto considerando che non sono uno che si commuove per quel che riguarda prestazioni calcistiche o sportive, ma devo dire che però era giusto cosi. Era giusto dare questo tributo ad Ale perché ha passato metà della sua vita a lottare e a combattere per questa maglia, e metà della vita è veramente tanto. Nel momento in cui il cordone ombelicale si spezza fa veramente tanta tristezza.
Hai cantato l’inno della Juventus a squarciagola prima della partita. C’è la tensione di tutta in una stagione lì dentro?
Diciamo che non aver giocato mi ha aiutato molto a godere di questa giornata perché non dovevo pensare alla partita. Prima di diventare un bravo marito, un bravo papà e prima di diventare grande, giravo qualche locale. Alla fine i locali li fanno la gente, cosi come le feste, ed oggi, senza tutte queste persone venute a farci questo tributo, non sarebbe stata una festa. Per questo volevo passare con loro questo pomeriggio, coi compagni lo abbiamo già fatto e lo faremo ancora. Oggi dovevamo condividere con i nostri tifosi la nostra gioia.
La tua stagione: una delle migliori.
Devo essere sincero: come continuità di rendimento, probabilmente dopo, o alla pari, la stagione nella quale arrivammo nella finale di Coppa Campioni, penso sia stata la stagione migliore. Mi è dispiaciuto commettere un errore con il Lecce, perché sarebbe stata in assoluto la stagione numero 1 da quando gioco, però i miei compagni nelle ultime 7/8 partite non hanno fatto mai tirare in porta, potevamo mettere anche una seggiolina (ride, ndr). In ogni partita almeno uno o due miei interventi importanti li ho sempre fatti.
Hai avuto un infortunio sgradevole, specialmente per un portiere.
L’ostacolo più difficile è stato ritrovare un’ottima forma fisica e credo che il mio obiettivo a luglio era quello di potermi allenare quotidianamente e riuscire a fare almeno 35 partite. Ne ho fatte 35 e potevano essere anche 36 e mi sono allenato praticamente tutti i giorni. Questo per un giocatore di alto livello credo sia fondamentale. La società, il mister e il mio allenatore Filippi che devo ringraziare di cuore, mi ha messo nelle condizioni, anche psicologiche di sentirmi nuovamente importante, cosi come pensavo di poter essere e come volevo essere ancora, perché se no, non avrebbe avuto senso continuare. Una volta visto che i presupposti erano questi, credo che la responsabilità di tramutare tutto sul campo e far vedere che c’ero ancora me la sono presa io sulle spalle e me la sono presa volentieri.
Arriverà il rinnovo del contratto nei prossimi giorni?
Non lo so, non è una priorità. Tutti sanno che la mia intenzione è quella di restare qui. I miei colori sono quelli bianconeri. Non mi va di stare troppo sui giornali per questioni di contratto.
Anche perché ci sarà una fascia sul tuo braccio.
Sì, e sarà anche pesante. Ho avuto la fortuna, nella mia carriera, di avere dei grandi capitani e dei grandissimi esempi, a partire da Maldini in Nazionale, Cannavaro e Del Piero, per cui penso di aver avuto dei maestri. Mi auguro di portare sul campo e nello spogliatoio quello che ho appreso da loro e di non farli sfigurare.
13 maggio 2012
Diventa fan di Tiscali su Facebook
Fai sentire la tua voce
 
 
  
Tutto per il calcio
Allenati per diventare un vero campione con l'attrezzatura sportiva migliore a prezzi veramente "competitivi".
Leggere è informarsi, immaginare, divertirsi
Leggere è informarsi, immaginare, divertirsi
© Tiscali Italia S.p.A. 2013  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali