Il campione di F1, la fidanzata modella e le molestie del patron della Virgin

L'ex campione del mondo del 2009 nel suo libro attacca Richard Branson: "Molestò Jessica Michibata e mi infuriai. Ma era completamente ubriaco e non capì"

Redazione Tiscali

Il "caso Weinstein" sembra aver scoperto il classico vaso di Pandora. Tutti denunciano molestie subite in un periodo più o meno lungo. Spostando i riflettori da Hollywood alla Formula Uno la musica non sembra cambiare. A dare in pasto ai media episodi morbosi o violenze sessuali è Jenson Button. Il pilota della McLaren ha scritto un libro nel quale ripercorre la sua ottima carriera culminata con la vittoria del campionato del mondo di Formula  nella stagione 2009 e nel secondo posto nella stagione 2011. Button si è ritirato nella stagione 2016 ma in questa stagione la McLaren lo ha reclutato per disputare il Gp di Monaco in sostituzione di Fernando Alonso.

La cena al ristorante e le molestie di Branson a Jessica Michibata

Nel suo libro che s’intitola La vita al limite, il pilota britannico ricorda quando il suo connazionale Richard Branson, potentissimo patron della Virgin, cercò di abusare della modella giapponese Jessica Michibata, futura moglie del campione di F1. Il fatto risale al 2009 prima del Gran Premio di Australia. Button e la sua fidanzata erano andati a cena in un locale giapponese di lusso in compagnia del manager del pilota Richard Goddard e di alcuni amici. Branson si sarebbe seduto al tavolo del campione e mentre quest’ultimo era in bagno avrebbe molestato pesantemente Michibata.

Button: "Aveva superato il limite. Ma era troppo ubriaco per capire"

Secondo quanto scrive Button, il patron della Virgin era completamente ubriaco e si sarebbe rivolto alla modella dicendole: "Smettila di fissarmi”. Branson avrebbe insistito prendendo con le sue mani il viso della Michibata. Solo l'intervento del manager di Button avrebbe fermato le molestie del magnate inglese. "Richard (Goddard ndr) gli disse che stavo tornando dal bagno e che mi sarei infuriato", ricorda il pilota della McLaren. Infatti al ritorno Button attaccò Branson. "Gli dissi di smetterla perché era andato ben oltre il limite. Ma era troppo stordito dall’alcol per capire quello che stavo dicendo e quale fosse il problema. Poi si avvicinò a un altro tavolo, prese in braccio un bambino e iniziò a girare per il locale. Alla fine restituì il piccolo. Eravamo tutti increduli.