Nervi tesi in Mercedes, Vettel ci crede: ora la Ferrari può vincere il Mondiale

Due vittorie e un secondo posto per il tedesco che ammette: "Gina è un sogno da guidare". La Mercedes costretta a cambi di strategia e gestione dei piloti

Redazione Tiscali

A motori spenti Lewis Hamilton aveva lanciato l'allarme: "Attenzione, noi siamo veloci ma la Ferrari è favorita". Il campione inglese era stato accusato di fare pretattica, ma poi le monoposto sono scese in pista e sono arrivati i primi verdetti. Sebastian Vettel ha vinto due gran premi su tre (Gp d'Australia e Gp del Bahrain) ed è arrivato secondo in Cina. Il verdetto della classifica Mondiale non ammette critiche: Vettel in testa con 68 punti,  Lewis Hamilton secondo a -7. Il tedesco non nasconde la sua gioia: "La macchina è un sogno da guidare".

Marchionne: "La vittoria di Melbourne non è stata un caso"

E l'amore tra Vettel e Gina (la monoposto Ferrari SF70H) ha messo in secondo piano il "caso Raikkonen" che probabilmente culminerà a fine stagione con l'addio del finlandese. Il presidente Marchionne è soddisfatto: "A questo punto abbiamo la certezza che la vittoria di Melbourne non è stata un caso e che questo Mondiale ci vedrà protagonisti fino alla fine. Sappiamo che il cammino è ancora lungo e se vogliamo arrivare al traguardo più importante non possiamo diminuire il nostro impegno e la concentrazione".

Bottas sacrificato a favore di Hamilton

La Ferrari ora crede nel titolo e la Mercedes, dopo anni di dominio assoluto, non è felice. I nervi sono saltati già in Bahrain dove Bottas è stato sacrificato a favore di Hamilton nonostante la pole conquistata. La Mercedes ha imposto un ordine di scuderia ai suoi piloti, con Bottas costretto a farsi superare da Hamilton per cercare di fargli riprendere Vettel. E' vero che Bottas non è l'ex campione del mondo Rosberg, ma è anche vero che Lauda e Wolff non vogliono perdere terreno.

Wolff: "Mercedes e Ferrari sono più o meno alla pari"

"Per un pilota è forse la peggiore cosa che vuole sentire - ha ammesso Bottas -. Di sicuro l'ho fatto perché c'era la possibilità che Lewis potesse riprendere Sebastian, anche se alla fine non è successo. La squadra ha cercato di farmi capire le ragioni della strategia, ma personalmente è dura". Ma la resa Mercedes è nelle parole di Hamilton: "In Bahrain ho dato tutto e non potevo fare di più". Anche Wolff ha dovuto ammettere che ora "Mercedes e Ferrari sono più o meno alla pari". Adesso è già tempo di concentrarsi sulla prossima gara del mondiale, il GP di Russia a Sochi, fra due settimane.