Pazienza finita: basta sorpassi folli, ora Verstappen deve cambiare atteggiamento

L' "olandese terribile" rovina la gara di Vettel e chiede scusa. Il ferrarista: "Sono cose che succedono". Dopo gli insulti Hamilton preferisce usare l'ironia

Redazione Tiscali

Prima il contatto con Lewis Hamilton nel Gp di, poi il maldestro tentativo di sorpasso che ha fatto andare in testa coda Sebastian Vettel nel Gp di Cina. Max Verstappen e il suo spericolato modo di guidare finiscono sotto processo. Il campione del mondo aveva usato parole pesanti contro il giovane olandese ("sei una testa ci c...o"), il ferrarista è stato più compiacente ("sono cose che succedono"), ma ora il più giovane pilota ad aver vinto una gara del campionato del mondo di F1 ha capito di dover cambiare atteggiamento.

Verstappen: "Ho sbagliato e ho chiesto scusa"

Prima del Gp di Shanghai aveva dichiarato: "Non vedo perché dovrei modificare il mio stile di guida. E non capisco perché tutti siano così interessati a questo argomento". Ma dopo la gara asiatica è arrivato un inatteso mea culpa. "Su Vettel ho sbagliato, gli ho chiesto scusa - ha detto il pilota della Red Bull -. Il mio inizio stagione è stato uno schifo. Ho deluso, devo cercare di rivedere tutto e fare meglio".

Vettel: "Sono cose che succedono"

Lo speronamento a Vettel è costato all'olandese 10'' di penalità e due punti in meno sulla patente. Il ferrarista, che resta in testa alla classifica con 54 punti, si è dovuto accontentare dell'ottavo posto. "Le gare sono così. Sono cose che succedono, è stato negativo per entrambi. Non c'è molto da aggiungere. Ho perso bilanciamento con tantissimo sovrasterzo, era difficile stare in pista, cercavo solo di sopravvivere". "Le gare a volte ti fanno un favore, altre volte vanno storte...", ha aggiunto il tedesco.

Hamilton: "Grazie per il tuo modo di guidare"

Carico di ironia il commento di Lewis Hamilton, secondo in classifica nonostante l'assenza di vittoria. "Sono grato a Verstappen per il suo modo di guidare", ha detto il pilota della Mercedes. Anche il campione del mondo in carica era stato "vittima" del giovane olandese.