Si può perdere un Mondiale per colpa di una candela? Processo alla Ferrari

Nelle ultime tre gare Hamilton ha aumentato i punti di vantaggio su Vettel da +3 a +59. Arrivabene accusa: "I componenti ci hanno lasciato a piedi"

Redazione Tiscali

Hamilton e la Mercedes non sbagliano un colpo, la Ferrari sì. E la debacle della Rossa a Suzuka pesa come un macigno perché non si può perdere un Mondiale per colpa di una candela. Sembra assurdo con tutti i soldi investiti nel progetto di rilancio del Cavallino eppure è così. Mancano quattro gare dalla fine del campionato e Lewis Hamilton ha 59 punti di vantaggio su Sebastian Vettel. La matematica ancora non condanna la Ferrari, ma questa Mercedes sembra irraggiungibile e già ad Austin, nel prossimo Gp degli Usa il 22 ottobre, Hamilton si potrebbe laureare campione per la quarta volta in carriera. E la Ferrari, questa Ferrari, non sembra in grado di ribaltare il pronostico che è a favore del campione inglese.

Hamilton stacca Vettel: da +3 a +59

Basta leggere i numeri per comprendere che la candela, che ha messo fuori gioco subito Vettel in Giappone, è solo l'ennesima prova di una mancanza di affidabilità del Cavallino. Il 3 settembre dopo la vittoria di Hamilton e Bottas in Italia la classifica recitava: 238 punti per l'inglese contro i 235 di Vettel. "Mondiale apertissimo e circuiti più adatti alla Ferrari che alla Mercedes", ripetevano gli addetti ai lavori. Ma poi nel Gran Premio di Singapore  le due Ferrari di Raikkonen e Vettel si sono scontrate qualche metro dopo il via. In Malesia un problema al turbo ha costretto Vettel a partire dall'ultima posizione, poi rimediata con il quarto posto. Infine a Suzuka il pilota tedesco ha alzato bandiera bianca, tradito da una candela dopo neanche cinque giri.

Vettel: "Mondiale? Non serve un genio per capire che è dura"

In tre gare (Singapore, Malesia e Giappone) Hamilton ha allungato in modo pazzesco sul rivale ferrarista: da +3 a +59. E anche nella classifica costruttori a Mercedes da +62 a +145 sulla Ferrari nella classifica costruttori. "Non serve un genio in matematica per capire che è dura. Sono state settimane stancanti, ora dobbiamo tornare a casa a riposarci. Possiamo far bene nelle ultime quattro gare", ha detto Vettel.

Arrivabene accusa: "I componenti ci hanno lasciato a piedi"

Oggi le Silberpfeil, le Frecce d'argento, corrono ma soprattutto non si rompono. La Ferrari invece deve risolvere i problemi di affidabilità. "A Suzuka è andata così, ma non molliamo - ha detto Maurizio Arrivabene -. Sono cose che non hanno niente a che fare con la bontà del progetto". "La macchina, il progetto, sono buoni al di la dei componenti che ci hanno lasciato a piedi - ha detto ancora il team principal -, ma dobbiamo stringere i denti e andare avanti".