Mistero Michael Schumacher: quattro anni di silenzi imposti e speranze tradite

I fan del campione tedesco invocano informazioni sulle sue condizioni fisiche. Ma per Corinna Betsch "la salute non è un problema pubblico". Sui social ufficiali si parla "solo" delle imprese sportive, divieto di fare domande a MicK su suo padre

Mistero Michael Schumacher: quattro anni di silenzi imposti e speranze tradite
TiscaliNews

I media britannici l'hanno definito "sport’s greatest mystery" ovvero il "più grande mistero sportivo". A quattro anni dal terribile incidente sulle nevi delle Alpi francesi (datato 29 dicembre 2013), c'è ancora tanta attenzione intorno a Michael Schumacher nonostante l'assenza quasi totale di informazioni sulle sue condizioni di salute. Ed è proprio il silenzio, imposto dalla moglie di "Schumi" Corinna Betsch, ad alimentare il mistero senza scalfire il mito del pilota più vincente nella storia della Formula Uno (sette titoli Mondiali vinti, cinque con i colori della Ferrari).
Un bollettino medico, emesso all'indomani dell'incidente sulla pista di sci dell'Alta Savoia, è l'ultima traccia concreta sui gravi danni cerebrali riportati da "Schumi". Dalla fine del 2013 a oggi la situazione non è più mutata e si ripete una sorta di teatrino: i fan del campione tedesco invocano informazioni sulle condizioni di salute, Corinna e la famiglia impongono il silenzio rivendicando la "difesa della privacy" e le fughe di notizie (quasi sempre inventate da media scandalistici tedeschi e britannici) vengono respinte con le azioni legali.

Sui social le imprese sportive di Schumi   

Sono diverse le iniziative che tengono vivo il mito di Schumacher. Nel 2016 sono stati aperti due account ufficiali sui social Facebook e Instagram che vengono regolarmente aggiornati ma solo con notizie e immagini dei momenti chiave della sua carriera sportiva. Sotto il motto "Keep fighting - never give up" ("Continua a combattere e non mollare mai"), si vende il merchandising per finanziare un'associazione benefica. Nel 2017 La manager Sabine Kehm ha deciso di aprire al pubblico la collezione privata del campione.

"La salute non è un problema pubblico"

Ma su tutto il resto vige la regola di Corinna Betsch: "la salute non è un problema pubblico". Lo staff di medici, infermieri e terapisti è vincolato al più assoluto riserbo sulle condizioni di salute del campione. Il figlio di Schumacher, Mick, che era al fianco di suo padre il giorno dell'incidente, oggi è una promessa del mondo dei motori (corre in F3). Ma secondo quanto riporta L'Equipe, nei rari incontri di Mick con la stampa ai giornalisti sarebbero state vietate domande su Michael Schumacher. "Mille grazie a tutti coloro che ci supportano nell'incoraggiare gli altri a non arrendersi mai", ha scritto il figlio su Instagram. Social dove è molto attiva anche la figlia di Schumacher, Gina-Marie. La ragazza, che si dedica all'equitazione, pubblicherà spesso messaggi, ma mai alcun riferimento diretto a suo padre.

Amici divisi sul silenzio imposto dalla famiglia

Anche gli amici si sono allineati con la scelta della famiglia. Brevi battute di sostegno, qualche vecchio aneddoto e nient'altro. "Mi manca Michael. Sta ancora combattendo", ha detto recentemente l'ex direttore generale della Ferrari, Jean Todt. "Troppe speculazioni sulle sue condizioni, la gran parte delle quali sbagliate, dobbiamo solo pregare e sperare", il commento dell'ex ingegnere di Benetton e Ferrari Ross Brawn. In controtendenza Willi Weber, il manager sportivo tedesco che ha scoperto "Schumi" nel 1988. "Non è giusto che i tifosi di Michael non possano sapere nulla sulle sue condizioni di salute", ha denunciato Weber.