Ducati: Lorenzo non sa più vincere, ma è sempre tutta colpa degli altri

Stagione flop nel 2017 e un solo punto in due gare nel 2018, ma il maiorchino attacca Dovizioso e si prepara all'addio dalla scuderia di Borgo Panigale

Ducati: Lorenzo non sa più vincere, ma è sempre tutta colpa degli altri
Redazione Tiscali

E' tutta colpa di Dovizioso, della moto e forse anche della Ducati. Jorge Lorenzo guarda la classifica della MotoGp e scarica le responsabilità su tutti ma non su stesso. Un punto ottenuto nei due gran premi iniziali e un ventesimo posto in classifica imporrebbero a chiunque la recita del mea culpa. E tutto questo con l'aggravante di aver chiuso la stagione 2017 al settimo posto con tre miseri podi e nessuna vittoria. 

"Dovizioso cerca di indebolirmi"

Ma Lorenzo non ragiona così. Lui lucida le vecchie medaglie da campione del mondo che ostenta da anni: le tre vittorie nella MotoGp e altre due nella 250. E come già accaduto in Yamaha il maiorchino punta il dito contro il compagno di scuderia. Allora era Valentino Rossi, oggi è Dovizioso. "Ha sempre cercato di indebolire il mio morale e continua a farlo anche ora che sono il suo compagno di squadra", ha detto Lorenzo prima del Gp d'Argentina. Non una gaffe, ma un attacco diretto al "Dovi" dato in pasto alla stampa e senza nessun pentimento successivo.

La promessa di vittorie che non arrivano

"Quando due persone lottano per lo stesso obiettivo, è normale che si odino a vicenda", disse una volta Rossi parlando proprio della difficile convivenza con lo spagnolo in Yamaha. E forse il problema è proprio l'obiettivo. "Con un anno di esperienza vincerò più gare", aveva detto prima dell'inizio della nuova stagione. Ma per ora a vincere (in Qatar) è stato Dovizioso ovvero l'uomo che ha insidiato il primato di Marc Marquez nel 2017 arrivando secondo.

Il taglio dell'ingaggio e la tentazione dell'addio 

Non ha ottenuto vittorie in Ducati ma Lorenzo mantiene l'ingaggio più alto della MotoGp con uno stipendio stagionale di 12.5 milioni di euro. Una cifra enorme che stride con i "soli" 3 milioni di euro del "Dovi". "Non penso potremo dare a Jorge lo stesso stipendio di quando è arrivato", ha detto il direttore sportivo Paolo Ciabatti due mesi fa. Tutta colpa delle vittorie che non arrivano. "Quando abbiamo rinnovato Andrea, a metà del 2016, non aveva mai vinto con la Ducati - spiegò Ciabatti -. Ora abbiamo un pilota come Jorge, con uno stipendio molto alto e un altro come Andrea, il cui contratto è interessante ma non allo stesso livello". Un altro motivo che avrebbe spinto Lorenzo a pensare al clamoroso addio dalla scuderia di Borgo Panigale.