Scorretto e antipatico, ma è Marquez il campione da battere e Rossi lo sa

Il campione del mondo snobba il "Dottore": "Le sue accuse non mi preoccupano". Agostini lo difende: "Se squalifichiamo ogni volta, allora non corriamo più"

Scorretto e antipatico, ma è Marquez il campione da battere e Rossi lo sa
TiscaliNews

In Argentina Marc Marquez ne ha combinate di tutti i colori. Lo speronamento a Valentino Rossi (e conseguente caduta del centauro Yamaha) è stata la ciliegina su una torta di comportamenti al limite della sportività . Comportamenti che hanno risvegliato l'antico odio tra Rossi e Marquez e riportato la lancetta dell'orologio indietro di tre anni al "Sepang Clash" (l'incidente nel Gp di Malesia ) e al successivo "biscottone spagnolo" (la presunta alleanza tra Marquez e Lorenzo per far perdere il titolo al Dottore nel campionato del 2015). Allora fu lo spagnolo a finire per terra, nel circuito di Termas de Río Hondo è accaduto l'inverso.

Rossi: "E' pericoloso e va fermato"  

Rossi è andato su tutte le furie e ha respinto al mittente le scuse dell'odiato collega. "Un incidente può capitare a chiunque. Puoi commettere un errore in frenata, puoi toccare l'avversario. Può succedere, sei in gara - ha detto Rossi -. Ma da venerdì mattina, Marquez ha riservato questo trattamento ad Aleix Espargaro, Vinales, Dovizioso, a me. Sono spaventato quando mi trovo in pista con lui. E' pericoloso e va fermato. Se tutti gareggeranno in questo modo diventerà uno sport molto pericoloso e finirà male. Lo sta distruggendo, quando sei in pista a 300 km l'ora devi rispettare gli avversari". Pensiero condiviso dal vicecampione del mondo Andrea Dovizioso. "Ha fatto una serie di errori di tutti i tipi", ha detto il ducatista.

Marquez: "Le sue accuse non mi preoccupano"

Marquez va avanti con la sua strategia. L'Argentina era una pista Yamaha e il podio più alto a Cal Crutchlow davanti a Zarco e Rins lo avvantaggia. Dopo due gare il campione in carica è quinto in classifica con 20 punti a -18 da Crutchlow e -15 da "Dovi", ma ha tutto il tempo per recuperare e vincere come negli anni passati. Respinto dal box Yamaha mentre cercava di scusarsi per l'incidente, lo spagnolo è passato al contrattacco. "Le accuse di Valentino? Non mi preoccupano - ha detto il campione della Honda -, ho cercato di capire dai commissari di pista cosa dovevo fare, se andare al mio posto in griglia o tornare al box. Uno ha alzato le mani, un altro ha sollevato il pollice. L'ho preso per il segnale che potevo rimanere. Quando ho visto il messaggio della penalità sul cruscotto non ho capito, ma l'ho rispettato". A causare l'urto con Valentino "sono state le condizioni della pista. Ho toccato una pozzanghera, ho bloccato l'anteriore e rilasciato i freni. Ho provato a girare per evitarlo. Lui è finito sull'erba ed è caduto. Mi sono scusato subito. Nessuna follia, è stato un incidente di gara".

Agostini: "Se squalifichiamo ogni volta, allora non corriamo più"

Il popolo social si è schierato apertamente con Valentino e contro Marc invocando una presa di posizione netta da parte della Federazione internazionale. "Pazzo", "irrispettoso" e "killer che mette a repentaglio la vita dei colleghi" gli insulti indirizzati al campione della Honda su Twitter. Ma difficilmente arriverà una squalifica. Giacomo Agostini, il pilota più titolato della storia del motomondiale, difende lo spagnolo della Honda: "Se squalifichiamo ogni volta, allora non corriamo più. Penso a Iannone che ha buttato a terra Dovizioso due anni fa, allora andava squalificato. Non è vero come dice Rossi che Marquez punta alla gamba dei piloti: ora sono tutti un po' nervosi e tutti stanno esagerando". "Quello che è successo tra Marquez e Rossi è successo a tutti, è successo a me, è successo a Valentino Rossi, è successo sempre in questa gara anche a Zarco che ha buttato fuori Pedrosa. Io ricordo che quando correvo, soprattutto in Inghilterra, dove appena frenavo mi passavano in 4, uno sopra uno sotto, uno a destra, uno a sinistra. E' sempre stata una lotta così, naturalmente è sempre giusto avere rispetto, è sempre giusto non buttare la gente a terra".