Flop Yamaha, Rossi e Viñales si ribellano: "Tutta colpa della moto"

Crollo nel Gp del Giappone e i due centauri criticano la loro scuderia. Il "Dottore": "Il Mondiale? E' già un miracolo che fosse in corsa Viñales"

Flop Yamaha, Rossi e Viñales si ribellano: 'Tutta colpa della moto'
Redazione Tiscali

Motegi è stata la pietra tombale della stagione della Yamaha. Il tanto amato Gp del Giappone, quello "casalingo", ha certificato il flop stagionale della scuderia di nipponica che aveva puntato molto su Valentino Rossi e sul nuovo "scudiero" Maverick Viñales per strappare il titolo a Marc Marquez. Lo spagnolo della Honda è sempre in testa alla classifica, sembra non temere le ambizioni di Dovizioso e della Ducati ma soprattutto non ha più nulla da temere dalla Yamaha. Nella terra del Sol Levante Viñales aveva promesso battaglia ("Voglio continuare a lottare per il titolo"), ma si è dovuto accontentare del nono posto. Peggio ha fatto Valentino Rossi che è caduto alla curva otto e abbandonato quello che aveva definito "il Gp più importante per Yamaha".

Nessuno crede più alla vittoria del Mondiale

A tre gare dalla fine del campionato della MotoGP, il titolo Mondiale è un miraggio per la Yamaha. Di fatto Rossi è uscito dai giochi con l'infortunio di fine agosto. Solo la matematica non condanna Viñales, ma il suo ritardo in classifica su Marquez è passato da 28 a 41 punti. Il Mondiale è ormai una sfida a due tra il campione della Honda e "Dovi". "Non mi sentivo in lotta per il campionato nemmeno in Giappone - ha confessato Rossi -. Per come siamo messi è già quasi un miracolo che fosse in corsa Viñales". Anche lo spagnolo non nasconde la sua delusione: "Ci proverò sino alla fine, ma se anche a Philip Island (Gp d'Australia del 22 ottobre) dovesse piovere posso pure stare a dormire".

Tutta colpa della moto e delle gomme

La gara amara di Motegi ha certificato il "momento no" delle Yamaha, ma Valentino Rossi e Maverick Viñales non ci stanno a finire sul banco degli imputati. Per i due centauri l'unica responsabile del fallimento è la moto. "E' difficile da guidare e non abbiamo grip posteriore", aveva detto Rossi. "La moto non c'è più, le gomme crollano nel finale e abbiamo la solita mancanza di grip. I problemi sono gli stessi da inizio anno, ma non li abbiamo ancora risolti", ha aggiunto il compagno di scuderia. Ma il "Dottore" guarda con preoccupazione anche alla prossima stagione: "La situazione è complicata anche per il 2018. La Yamaha non fa rivoluzioni, però servono novità che funzionino".