Lo sfogo di Mornati

Sportal
Non si placano le acque nel mondo del canottaggio azzurro. Questa volta è toccato a Niccolò Mornati attaccare la federazione: l'azzurro, quarto a Londra 2012 nel due senza in coppia con Lorenzo Carboncini, si è scagliato contro il presidente federale Gandola, di cui ha chiesto le dimissioni.

"Non lo sanno in molti, ma ho pianto quasi allo sfinimento dopo la mia gara che mi è valsa il quarto posto alle recenti Olimpiadi, come non mi capitava da tempo, forse proprio come non mi è mai capitato prima d'ora. E sebbene siano passati ormai 12 giorni da quella maledetta finale, continuo a sognare la notte la mia gara. Ritengo, e mi permetto di darti del tu visti gli anni che ci conosciamo - scrive Mornati sul proprio blog rivolgendosi direttamente al presidente Gandola -, che a questo punto sia doveroso informare tutti, in questo momento delicato ed a giochi fatti, del grande disagio in cui l'intera squadra olimpica si è ritrovata ad agire e della superficialità con cui tu ed il tuo Consiglio avete affrontato la situazione".

Nel mirino di Mornati, il siluramento del ct De Capua: "E' un vero e proprio schiaffo alla nostra intelligenza la mancata conferma del c.t.. Un anno fa questo signore, con risultati ben peggiori di quelli raccolti ora, veniva riconfermato con piena fiducia da te e dal tuo Consiglio sebbene gli atleti tutti, insieme alle loro rispettive Società, erano perplessi sul futuro che li attendeva. Ma perchè solo ora? Perchè siamo a ridosso delle elezioni e serve un segnale forte da campagna elettorale per assicurarsi la poltrona altri quattro anni? Bene, caro Enrico, sarebbe a questo punto opportuno che tu davvero facessi qualcosa di tangibile insieme ai tuoi consiglieri, passando la mano a qualcuno di più opportuno con capacità più idonee a ricoprire questo delicato incarico".

Immediata la replica di Gandola, che a Sky ha manifestato l'intenzione di rimanere al suo posto per altri 4 anni. "Anzitutto vorrei ricordare a Niccolò Mornati che a Londra è quarto, il suo miglior risultato olimpico della carriera. Prima era giunto settimo e poi undecismo. Poi, vorrei precisare che lo scorso anno, dopo la lettera a firma di alcuni atleti, abbiamo fatto una riunione e abbiamo preso delle chiare decisioni, condivise da tutti, che hanno anche permesso di non far accadere nuovamente quanto lamentato dagli azzurri. La nostra federazione ha dei problemi strutturali. I migliori risultati sono arrivati nel 2000; poi però il terreno non è stato bagnato il terreno. Adesso, grazie al lavoro degli ultimi anni siamo passati da 7.000 tesserati a 30.000 tesserati ed abbiamo conseguito risultati importanti a livello giovanile, più gli stessi risultati ottenuti a Pechino a livello senior, nonostante i tagli del 20 per cento che hanno colpito il nostro budget. Abbiamo riportato in Italia i Campionati Europei e adesso non intendo abbandonare la nave, anzi vorrei continuare con la guida ferma della Federazione, in questo periodo difficile, per altri quattro anni. In questi quattro anni abbiamo rinsaldato le basi e certamente nei prossimi quattro torneremo ai fasti che hanno caratterizzato l'Italia del canottaggio fino a qualche anno fa".
17 agosto 2012
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