Marchisio: "Avevamo più fame"

Sportal
Intervenuto a Sky Sport 24, Claudio Marchisio ha spiegato le ragioni del successo della Juventus in campionato. Secondo il 'Principino', a fare la differenza è stata la maggior fame dei bianconeri nei confronti del Milan.

La prima immagine che ti viene in mente di questi giorni di festa e di grandi emozioni?

Sicuramente la premiazione, siamo entrati in campo uno ad uno, chiamati dal nostro pubblico ad alta voce. È stato un cerchio che si è chiuso, che è iniziato a luglio con un grande lavoro, una grande voglia di rifarsi e di crescere insieme, e si è concluso con queste belle immagini dopo un’annata veramente straordinaria.

Lo Scudetto di quest’anno è lo Scudetto di …

Di tutti, di tutti quelli che hanno lavorato per questa maglia, non soltanto giocatori, staff e dirigenza, ma anche persone che lavorano per la Juve da dietro e che vengono viste sicuramente di meno da tutti e che, però, hanno sempre dato una grossa mano a questa squadra per essere sempre pronti in ogni situazione, che non mancasse nulla, soprattutto il grande affetto, il grande amore che hanno dimostrato nei nostri confronti.

Perché la Juve ha vinto lo Scudetto?

Perché aveva sicuramente più fame e non soltanto per questo, ma per un modo di giocare secondo me migliore di altri, abbiamo espresso un gioco molto importante in tutte le partite. Anche quando si sbagliavano molti gol o non arrivava il risultato, la squadra ogni domenica ha sempre cercato di giocarsi la partita, sia in casa che fuori. E poi sicuramente grazie al nostro allenatore che ci ha portato la mentalità giusta per tornare a vincere.

Perché la Juve può aprire un ciclo?

Perché sono stati tanti anni che non si vinceva, una parte di questa squadra c’era negli ultimi due anni e prima di vincere ha passato anni veramente importanti a livello di sensazioni, a livello di gruppo, a livello anche del contesto che c’era nel mondo della Juve. Forse quei due anni ci hanno portato veramente ad avere dentro quel fuoco e quella voglia di poter aprire questo ciclo importante che è iniziato con questo Scudetto e che deve ancora comunque finire perché abbiamo ancora una Coppa Italia.

La Juve è da rinforzare?

La Juve è da rinforzare ogni anno, perché se si vuole migliorare qualche piccolo ritocco ci vuole, per rimanere sempre al pari delle altre big d’Europa. Ora torneremo a giocare la Champions League e la cosa più importante adesso è cercare di concludere bene questa stagione perché abbiamo ancora la Coppa Italia, poi ci penserà la dirigenza a costruire una Juventus che non deve essere sicuramente stravolta, ma deve essere solo aiutata per le tre competizioni che ci saranno il prossimo anno.

Che partita sarà con il Napoli?

Una partita sicuramente difficile come lo sono stati il pareggio di Napoli e quella in casa. Io credo che sono stati i due periodi più importanti per il nostro Campionato le sfide con il Napoli. La prima, me lo ricordo ancora, ero squalificato però ho seguito la squadra e dalla tribuna si vedeva che non era una serata facile. Eravamo sotto tre a uno e dopo gli ultimi anni a Napoli dove non raccoglievamo mai nulla ho visto, invece, una grande forza di squadra. Forse lì il gruppo ha avuto ancora di più la consapevolezza di poter arrivare fino alla fine dell’anno e giocarsi qualcosa di importante. E poi il ritorno, perché comunque eravamo di nuovo nel periodo clou, con sfide molto importanti e ci fu un’altra vittoria con il Napoli in casa, tornare di nuovo primi e robe varie. Credo che siano stati i momenti più importanti di una stagione straordinaria.

Chi ti ha impressionato di più della Juventus quest’anno?

Credo tutti perché, forse è banale e ripetitivo dirlo, però tutti quanti hanno dato qualcosa di importante a questo Scudetto. Anche chi è arrivato a gennaio come Borriello, che per mesi è stato forse criticato eppure nel momento dove c’era più bisogno ha portato punti importanti per noi, come a Cesena. Anche lo stesso Caceres arrivato a gennaio si è ambientato subito, è stato determinante per noi in Coppa Italia e in Campionato. Chi ha giocato di meno come Marrone o Giaccherini, che forse doveva avere più spazio per giocare, ma che quando ha avuto le sue occasioni ha fatto bene, senza dimenticare altri. Quindi tutti quanti hanno messo la propria impronta in questo campionato e in questo Scudetto.

C’è qualcuno con il quale avresti voluto festeggiare il tuo primo Scudetto e che, invece, non c’era?

Sicuramente Davide, il mio amico che è mancato, perché io con lui ho condiviso le voglie che hanno i ragazzi di diventare giocatori. Lui era tifoso dell’Inter, però mi veniva a seguire sempre e sarebbe stato bello dividere questa gioia con lui.
16 maggio 2012
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