Ad Hong Kong tutti pazzi per l'hockey subacqueo

Codice da incorporare:
askanews

Roma, (askanews) - Inventato dagli inglesi negli anni '50 non ha mai preso molto piede; negli ultimi anni, invece, l'hockey subacqueo si sta affermando, anche in Asia, dopo aver conquistato Canada, Australia e Sudafrica.Servono maschera, pinne e boccaio, il dischetto che si utilizza anche nell'hockey su ghiaccio o su prato, ma la mazza è piccolissima, quanto basta per far scorrere il disco sul fondo della piscina e spingerlo verso la porta degli avversari.Qui siamo ad Hong Kong, dove una squadra amatoriale di 25 giocatori si allena divertendosi, guidata dal 28enne Chan, ex nuotatore professionista che si è appassionato a questo sport mentre studiava in America. Tornato a casa nel 2010 ha cercato adepti su Facebook e ha messo su una squadra, che da circa un anno ha iniziato a gareggiare. Ora si allena per la China Cup. "E' uno sport in tre dimensioni - spiega - non devi solo spostarti avanti e indietro per fare punto, devi andare anche su e giù in acqua, devi gestire molte cose durante una partita"."La chiave è essere calmi in acqua - spiega l'allenatore del team - molto rilassati, l'allenamento fisico arriva dopo, sono importanti gambe toniche e forti e bisogna essere veloci a maneggiare il dischetto".Uno sport che piace anche alle donne. "Mi piace la sensazione di giocare in acqua - dice Flora Tang - mi sembra di danzare, è tutto attutito. E mi diverto con il resto della squadra, combattiamo tutti per lo stesso obiettivo".