Il dramma di Alessia Trost: "Saltavo oltre i due metri, poi sono diventata bulimica"

L'altista azzurra racconta i momenti difficili vissuti: "Nei Mondiali 2017 Dopo l’eliminazione mangiai 40 fette di torta, vergognandomi come una ladra"

Il dramma di Alessia Trost: 'Saltavo oltre i due metri, poi sono diventata bulimica'
di Redazione Tiscali Sport

L' azzurra del salto, la ragazza di 19 anni in grado di superare i due metri o semplicemente "Ale". Alessia Trost ha 27 anni da compiere e un curriculum sportivo da togliere il fiato: campionessa mondiale juniores e allieve, campionessa europea under 23, 6 titoli italiani assoluti, 15 nazionali giovanili. E poi 6 record italiani giovanili, di cui 3 outdoor ed altrettanti indoor nelle 3 principali categorie (promesse, juniores ed allieve). Un'atleta straordinaria, una altista da record come Sara Simeoni, Antonietta Di Martino ed Elena Vallortigara. Ma lo sport non è solo sofferenza, sacrifici e vittorie. Per Trost il salto in alto è stato un amore "che mi ha fatto soffrire".

"I due metri sono arrivati troppo presto" 

L'atleta ha voluto raccontare al Corriere della Sera il suo lato più fragile. A partire dall'ingresso a soli 19 anni nel prestigioso "club dei 2metri". "I due metri, che sono le colonne d’Ercole della mia specialità, sono arrivati troppo presto... Mi hanno riempito la testa di cose e non sono stati facili da digerire. I fantasmi sono diventati paure, che sono diventate insicurezze, che sono diventate alibi", ha detto al quotidiano milanese.

"Ero bulimica"

Nel 2014 un brutto infortunio, poi a dicembre del 2016 la scomparsa a soli 54 anni della mamma Susanna (Forniz) e nel 2017 quella dell'allenatore sardo Gianfranco Chessa. Due colpi durissimi per Alessia e con i Mondiali di Londra 2017 da affrontare. Trost non riuscì a staccare il pass per la finale chiudendo con la misura di 1,89 m. Eliminazione e delusione fortissima. "Ero in un vortice, alimentazione inclusa - ha detto al CorSera -. La dieta ferrea mi provocava sbalzi d’umore enormi. Ero bulimica: al Mondiale di Londra 2017 pesavo 66,7 chili, dopo l’eliminazione mangiai 40 fette di torta, vergognandomi come una ladra. Poi ho capito che Alessia giudicava spietatamente l’atleta. Mi sono liberata dell’autismo del saltatore, dal trip di perfezione. Inizia a vivere, mi sono detta, che magari salti meglio. Mi sono perdonata, accettando di essere più morbida con me stessa e di poter fallire".

Obiettivo Tokyo 2020

A ottobre del 2019 si è interrotto il rapporto di collaborazione con il coach Marco Tamberi e l'azzurra è passata sotto la guida tecnica di Roberto Vanzillotta. Lavora duro perché l'obiettivo è partecipare alle Olimpiadi che si terranno a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto 2020. "Mi sento di nuovo viva, mi si è riacceso un sogno. Sono tornata in palestra a sollevare bilancieri, Vanzillotta mi spiega che il salto è molto più naturale di come me l’hanno raccontato. Se ho superato 2 metri una volta, posso ripetermi: sento di potercela fare", ha spiegato al quotidiano.