L'ultima corsa di Gabe si è conclusa: addio alla atleta simbolo della lotta al cancro

La mezzofondista americana Gabriele Grunewald aveva 32 anni e dal 2009 combatteva contro la malattia. Il marito: "Ti è stato dato il compito più pesante della vita, quello di essere coraggiosa"

L'ultima corsa di Gabe si è conclusa: addio alla atleta simbolo della lotta al cancro
di Redazione Tiscali Sport

Alla fine di una lunga battaglia Gabriele Grunewald si è dovuta arrendere. "Gabe", come tutti affettuosamente chiamavano la mezzofondista americana, è morta a 32 anni (era nata a Perham nel Minnesota il 25 giugno 1986) dopo essere diventata il simbolo della lotta contro il cancro. Dal 2009 combatteva  contro la malattia, che l'ha uccisa, e raccontava la sua battaglia quotidiana attraverso i social network sostenuta dall'aiuto di suo marito Justin.

Nel 2009 la malattia

"Gabe" si era ammalata nel 2009 quando le era stato diagnosticato un carcinoma adenoideo cistico. Aveva subito la rimozione della ghiandola salivare e nel 2011 era stata operata alla tiroide. Sembrava guarita, ma poi nel 2016 il cancro le aveva attaccato il fegato.

Il record e poi nel 2016 il nuovo intervento

Dopo la malattia Grunewald era tornata a correre e a vincere. Campionessa degli Stati Uniti nei 3.000 metri indoor nel 2014 e il suo record personale nei 1500 metri (4'01"48) di un anno prima rimane il dodicesimo più veloce di un'americana su quella distanza nella storia. Il 26 agosto 2016 ha subito un nuovo intervento chirurgico per rimuovere dal suo fegato un tumore canceroso di 10-12 centimetri e le è stata praticata un'epatectomia per rimuovere il tumore e il lobo destro del suo fegato.

La lettera del marito 

Pochi giorni fa il marito, Justin Grunewald, aveva invitato i tifosi a scrivere un ultimo messaggio di sostegno per "Gabe". Poi aveva diffuso una sua commovente lettera scritta due anni fa. "So che ti è stato dato il compito più pesante della vita, il compito di essere coraggiosa - recita lo scritto -, nonostante la sensazione di enormi quantità di paura. Il compito di sorridere quando la gola si riempie di dolore e gli occhi vogliono riempirsi di lacrime, ma io non penso di essere stato scelto per caso, e ancora una volta so che non è giusto, ma sei così incredibile".