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I sogni di Delfi Brea, la nuova regina del padel argentino

di SuperTennis   
I sogni di Delfi Brea, la nuova regina del padel argentino

Delfi Brea non ha dubbi. Se potesse scegliere, cederebbe volentieri i quattro titoli vinti sin qui nel 2024 in cambio di una vittoria nel P1 di Mar del Plata di questa settimana, in quell’Argentina lasciata a 17 anni per inseguire il sogno di diventare una giocatrice di padel, e ritrovata solo per la seconda volta da professionista. Ma se lo scorso anno nel vecchio WPT di La Rioja la miglior giocatrice argentina non era  riuscita a godersi l’esperienza cadendo agli ottavi di finale, lo sta facendo molto di più stavolta, da numero 4 del ranking mondiale tornata nel suo paese in un momento d’oro, con in tasca 4 titoli consecutivi ma soprattutto un rendimento che sta ribadendo a più riprese come lei e la compagna Bea Gonzalez meritino la testa della classifica.

Sto vivendo un periodo davvero felice – ha detto la 24enne di Buenos Aires –, e cerco di godermelo il più possibile anche se c’è poco tempo per festeggiare. Non appena termina un torneo ce n’è subito un altro, quindi lo spazio per rilassarsi e quello che è. Ma io e Bea non possiamo lamentarci”. Difficile darle torto, visto che negli ultimi tempi le due sono state inarrestabili, mostrando finalmente quel potenziale che era chiaro a tutti già da un po’. Ma mentre la sua compagna era da tempo etichettata come una possibile “crack”, non era scritto che anche lei riuscisse a tenere costantemente certi livelli.

È vero che Delfi aveva già vinto un paio di titoli nel 2021 con Tamara Icardo, però poi – anche a causa di problemi fisici – era un po’ sparita dai radar. Ma dalla chiamata di Bea è rinata: la loro collaborazione alimentata a entusiasmo e spensieratezza ha appena superato l’anno di vita, viaggia alla media di un titolo al mese (12 sin qui) e può migliorare ancora. Perché l’impressione è che abbiano ancora tanto da vincere, ora che hanno compreso di poterlo fare con continuità e di non aver proprio nulla da invidiare alle numero uno Sanchez/Josemaria.


La storia di Delfi è quella di una ragazza normalissima, che è sì figlia di un ex giocatore professionista e oggi apprezzato coach (Nito Brea), ma in realtà per anni di racchetta ha conosciuto solamente quella da tennis. Poi, un bel giorno ha deciso di voler cambiare sport e, consapevole o meno, ha cambiato anche la propria vita.  “Il tennis mi annoiava, così, cercando un nuovo hobby, mi è venuto facile iniziare col padel, visto che papà aveva gestiva un club a quattro isolati da casa”. Si è scoperta subito brava, in breve tempo ha iniziato a fare sul serio e cinque anni dopo era sul un volo per la Spagna insieme alla madre, con la valigia piena di sogni ma anche di incertezze legate a un futuro tutto da scoprire.

Per fortuna, i primi si sono avverati, le seconde hanno lasciato spazio alle vittorie e da un anno a questa parte Delfi è diventata a tempo pieno una delle giocatrici più forti del mondo. Fino a tornare in Argentina con tantissimi occhi puntati addosso. “Questo – ha detto ancora – è il mio ottavo anno lontano da casa, quindi avere la possibilità di giocare nel mio paese è davvero speciale. Provo una felicità tremenda anche solo ad arrivare al club, perché vedo tantissime persone che mi sostengono. Non mi era mai capitato, e sono certa che porterò questi ricordi con me molto a lungo”. L’obiettivo, naturalmente, è vincere anche a Mar del Plata e proseguire l’avvicinamento alla testa della classifica, che rimane distante ma ogni settimana lo sta diventando un po’ meno.

Diventare numero uno – ha aggiunto – sarebbe il mio sogno. Come mi piacerebbe vincere il titolo mondiale. Dovessi conquistare entrambi i traguardi quest’anno, sarebbe da non credere”. Per assurdo, nel suo caso pare più difficile il trionfo iridato piuttosto del numero 1, perché la sua albiceleste ha solo una manciata di giocatrici davvero competitive, contro le dozzine della Spagna. Ma intanto può puntare al primo traguardo e riportare una giocatrice argentina lassù davanti a tutte. Per il secondo ci sarà tempo.

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