Dal calcio al nuoto, dalla Bonansea alla Pilato: le ragazze terribili del nostro sport sono le regine dell’estate

Gli sportivi italiani si godono la Nazionale femminile di calcio protagonista nei Mondiali, l'oro di Larissa Iapichino figlia di Fiona May, l'eterna Fede Pellegrini e il record della 14enne Benedetta Pilato

Dal calcio al nuoto, dalla Bonansea alla Pilato: le ragazze terribili del nostro sport sono le regine dell’estate

Hanno cominciato la Bonansea e Gama, a correre dietro a un pallone in calzoncini corti, e poi Larissa Iapichino e la "Divina", fino a Benedetta Pilato, una bambina di 14 anni, tutte donne che hanno conquistato la tv e il cuore della gente. Per una volta tanto sui giornali quest’estate meno cronaca nera di femminicidio e più sport. Vorremmo sperare che sia una tendenza, anche se non ci crediamo molto. Però almeno fino adesso abbiamo imparato a conoscere un mondo diverso, lontano dai media, dai maxi sponsor, dagli stipendi stellari, dai capricci, dai vizi e dalle violenze, un mondo di ragazze terribili che faticano e lottano con il solo sudore della fronte per essere le più brave di tutte. Le regine dell’estate sono loro.

Barbara Bonansea ai Mondiali in camper

Barbara Bonansea, la star della nazionale di calcio femminile, è arrivata ai Mondiali di Parigi in camper, con mamma operaia e papà pensionato. Niente aerei, niente jet privati, niente Valchiria e Apocalypse Now. La media dei guadagni di una calciatrice in Italia è di 15mila euro lordi per dieci mensilità. Le più fortunate ne portano a casa trentamila. Giocano solo per passione. Non sono brave come Icardi, e non si riempiono di tatuaggi conme Naingolan. Eppure alla prima partita del torneo iridato contro l’Australia hanno raccolto davanti alla tv 3 milioni e mezzo di spettatori. E per Italia-Cina ne hanno fatti 4 milioni e 579mila, con uno share del 35,67 per cento. Ai quarti nella sfida con l’Olanda, solo su Sky un milione e 700mila, che a volte il Napoli non li fa neanche. Sono tutte ragazze d’oro, laureate o quasi. Laura Giuliani, il portiere, ha giocato 4 anni in Germania, e per mantenersi alle 3 del mattino andava a lavorare in un forno fino alle 8. Poi dormiva e quando si svegliava correva all’allenamento. Alessandro Del Piero si è commosso a guardarle e ha mandato un videomessaggio: «La passione, la voglia di vincere che trasmettete hanno colpito tutti, non solo me. E questa è la vittoria più grande».

Larissa Iapichino non è più solo la "figlia di Fiona May"

In quest’estate delle regine, poi è arrivato il turno di Larissa Iapichino, la figlia di Fiona May, che a 17 anni ha vinto la medaglia d’oro agli Europei Under 20 di salto in lungo, proprio come aveva fatto la mamma, a Birmingham, nel 1987. Larissa ha passato a pieni voti il liceo scientifico, poi ha vinto il titolo italiano l’anno scorso e adesso gli Europei. Non aveva nemmeno 6 anni quando recitava la pubblicitàà delle merendine con sua madre, che fissava la telecamera mentre diceva: «Larissa cresce. Proprio come me». Ma i figli d’arte non crescono tutti uguali. A Thiago Messi, il figlio di Leo Messi, non piace il calcio e il papà non riesce a capire perché. E anche per Tom Brady, nonostante papà Liam, non c’è stato verso: preferisce lo yoga. Roger Federer ha provato a spingere le sue coppie di gemelli a tirar di racchetta, ma niente: «il tennis li annoia». Larissa invece è la figlia perfetta, non c’è nemmeno bisogno che la spingi. Ha scelto lei, una domenica che Fiona l’aveva portata a vedere una gara a Montecarlo: «Mi fate provare?». E’ molto brava sui 100 a ostacoli, ma un giorno ha fatto il lungo e ha vinto. Va al liceo Leonardo Da Vinci di Firenze in motorino, poi corre ad allenarsi allo stadio Ridolfi, parcheggiando al volo e fiondandosi negli spogliatoi ancora con il casco in testa. E’ meticolosa, disciplinata, umile. Molto determinata. L’unica volta che le gambe le hanno tremato è quando 8 anni fa papà e mamma le hanno annunciato che divorziavano.

Fede Pellegrini sempre più "Divina"

Sono figlie e regine. Sono loro che ci fanno innamorare dello sport. Ai Mondiali di nuoto in Corea, Federica Pellegrini ha vinto di nuovo l’oro sui 200 stile libero. Non ci credeva più nessuno. Solo lei, la "Divina", prima e unica nuotatrice della storia che ha vinto 8 medaglie consecutive in altrettante edizioni dei mondiali, 4 ori nelle 4 vasche, sei ori mondiali in carriera, e 11 medaglie in totale, senza contare l’oro e l’argento delle Olimpiadi. Ha avuto tutto, adesso è anche una star della pubblicità e pure giudice dello show Italia’s got Talent e dall’agosto 2015 persino il lungomare di Iesolo è intitolato a lei, un onore che molti grandi non hanno neanche da morti. Eppure non si ferma e a 31 anni è ancora la più forte. Il segreto è nella sua testa. Lei ha detto: «Questa è una vittoria dell’amore». In realtà è la passione che le fa grandi, la forza di volontà. Simona Quadarella, romana, medaglia d’oro nei 500 stile libero e argento negli 800, rappresenta perfettamenti queste caratteristiche. Viene da una famiglia di sportivi, ma lei è la più dura di tutti.

Benedetta Pilato la sportiva da record

Poi c’è Benedetta Pilato, la bambina, 14 anni e 194 giorni. era la più giovane italiana mai approdata a un Mondiale di nuoto, ora è la più giovane ad aver vinto una medaglia in qualsiasi sport. Argento nei 50 rana a Gwangiu davanti alla campionessa Yulia Efimova e dietro alla grande Lilly King, che ha dovuto tirar fuori tutte le sue risorse per non farsi superare da questa bimba terribile e che quando poi l’ha vista piangere le è andata vicino appoggiandosi alle corde: «Tutto bene?». Certo, tutto ok. Benedetta è una predestinata, ma lei sembra l’unica a non saperlo. Non si monta la testa e non si perde mai d’animo, accetta tutto con una serenità invidiabile, persino gli scherzi. Ha subito il rito della matricola senza scomporsi, quando le hanno tinto i capelli, ma solo a metà, di un biondo che non è proprio un biondo, ma un giallo pacchiano. E lei se li è tenuti così, i capelli, tranquilla e felice. Ha scoperto il nuoto a due anni, e papà Salvatore non voleva che facesse le gare. «Poi Vito (il suo allenatore Vito D’Onghia, ndr) gli ha detto di farmi provare una gara sola, e così ci sono state la seconda, la terza e tutte le altre».

E' una perfetta figlia d’Italia

Se Larissa è una perfetta figlia d’arte, Benedetta è una perfetta figlia d’Italia. A Taranto, come in tanti altri posti del nostro Paese, una piscina per allenarsi non c’è. Ci sono scempi edilizi, mostri, orrori, ma impianti sportivi no. Benedetta deve andare, alla psicina Solaris, 16 km da Taranto. Il papà non voleva. La accompagnava mamma Antonella, tutti i giorni, per due ore di allenamenti. Poi c’è la scuola, liceo scientifico indirizzo scienze applicate, media dell’8. «Ma non ha fatto festa perché pensava già ai Mondiali», ha raccontato sua madre, Poi la palestra, tre volte alla settimana. Adesso deve pensare a Tokyo, alle Olimpaidi, e la strada è più lunga e piena di sascrifici, perché i 50 non sono disciplina olimpica, ma i 100 sì, e dovrà lavorare tanto per aumentare gli sforzi e aggiungere resistenza. Ma Benedetta non ha paura della fatica. Come dice Marina Carraro, quinta dietro di lei nella finale, «lei è un fenomeno, una donna in un corpo di bambina, che vive quello che le accade come in una favola». Non è solo per lei, la favola. Ma per tutte le regine di quest’estate strana, così diversa. Il segreto sarebbe quello di non svegliarsi mai, di lasciar continuare questa fiaba finché dura. Non solo per loro. Ma anche per noi. Lo vorrebbe pure il fratellino di Bendetta, che ha 10 anni e spera che ci siano ancora tante altre gare da vincere. Lui è felice, perché, dice, «quando è qui, lei vuole sempre comandare».