"Ho sconfitto i miei demoni": Mike Tyson e la nuova vita grazie al rospo psichedelico

L'ex campione di boxe giura di aver cancellato tutti gli eccessi dopo una "fumata" di veleno del Bufo Alvarius: "Non voglio essere ricordato come un mostro"

di Andrea Curreli

"Come si fa a sconfiggere quesi mostri?". Questa domanda è risuonata nella testa di Mike Tyson per anni. Forse è stata la causa dei suoi numerosi errori o la spinta rabbiosa che l'ha portato in vetta al mondo della boxe negli anni Ottanta e Novanta. E' strano pensare che un colosso tatuato e armato di due pugni esplosivi abbia paura dei "mostri". Ma c'è stato un tempo in cui "Iron Mike", ovvero l'uomo di ferro, non esisteva e c'era solo "Fatina". Questo era il nomignolo con cui lo chiamavano i ragazzi più grandi, i suoi "mostri" dell'infanzia.

Un bambino grasso e sporco" che chiamavano "Fatina"

Un periodo non felice trascorso tra violenze (subite e inflitte), bullismo e vita da strada . "Ero un bambino grasso e sporco, un piccolo delinquente insicuro - ha raccontato Tyson nel suo secondo libro autobiografico L'arte della guerra -... Allora vivevo in un circolo vizioso. Rubavo, mi compravo qualcosa di bello e, a quel punto i ragazzi più grandi mi fregavano le scarpe da ginnastica, il giubbotto e i gioielli. Tutti avevano paura". E in un'altra occasione aveva confessato: "Sono stato violentato da uno sconosciuto quando avevo sette anni. Ho pensato solo a vivere la mia vita. Se quella esperienza mi abbia cambiato non lo so, non ricordo sempre quello che è successo, non mi sento imbarazzato e non me ne vergogno".

I record nella boxe, il carcere e il lento declino  

Dopo è arrivata la carriera folgorante e i record: all'età di soli 20 anni è diventato il più giovane campione dei pesi massimi della storia battendo Trevor Berbick nel 1986 ed è stato il primo pugile a detenere contemporaneamente tutte e tre le corone mondiali dei pesi massimi. Poi la forza del pugile ha lasciato il posto agli errori dell'uomo. Tyson ha collezionato tanti guai giudiziari (il più grave l'arresto nel 1991 per lo stupro della 18enne Desiree Washington avvenuto in un albergo di Indianapolis), una bancarotta finanziaria e tanti propositi di redenzione sportiva (e non solo) caduti nel vuoto. "Iron Mike" non ha mai nascosto i suoi errori ma li ha raccontati nelle sue biografia (il best-seller L'indiscussa verità del 2013 e poi L'arte della guerra del 2017).

Il veleno del rospo psichedelico

Oggi Mike, all'anagrafe Michael Gerard, ha 52 anni e sostiene di aver iniziato una nuova vita nei primi mesi del 2019. Grazie a una fumata del veleno estratto dalle ghiandole del rospo Bufo Alvarius del deserto di Sonora in Messico, in pochi minuti, l'ex re dei pesi massimi ha cancellato dalla mente vittorie, soldi, fallimenti, donne, alcol, violenza, prigione e droga. Come un moderno sciamano e attraverso il rospo psichedelico, Iron Mike ha scoperto che il "mostro" di cui aver paura oggi è proprio lui. "La mia violenza, il mio consumo di droga, le mie sconsiderate avventure sessuali, le mie risse in strada e gli incidenti automobilistici non esistono più - ha detto a ESPN -. Quei tempi sono finiti ma io sono ancora qui. Ora devo solo garantire una vita migliore alla mia famiglia. Sono felice di essere ancora vivo e di avere un'altra vita".

"Non voglio essere ricordato come un mostro"

"Quando morirò non voglio essere ricordato come un mostro o come quel ragazzo che faceva tutte quelle cose - ha spiegato l'ex pugile -. Quel ragazzo era un pericolo per la mia famiglia e mia moglie. Ma solo io so che cosa ha passato quel ragazzo e le esperienze che ha vissuto e so che non scomparirà dall'oggi al domani". Appesi i guantoni al chiodo da diversi anni, ora Mike Tyson ha avviato un'attività imprenditoriale legata alla cannabis legale.