Egonu: ''Ho superato la delusione del Mondiale grazie alla mia fidanzata''

L'atleta simbolo dell'Italvolley fa coming out: "Piangevo e lei mi ha consolata". E confessa: "Ho vissuto episodi di razzismo, è normale ma non dovrebbe esserlo"

Egonu: ''Ho superato la delusione del Mondiale grazie alla mia fidanzata''
TiscaliNews

Il sogno di conquistare il Mondiale andato in frantumi per mano della Serbia e poi l'amore della sua fidanzata per superare la delusione sportiva. Paola Egonu, simbolo dell'Italvolley femminile finalista in Giappone, si mette a nudo in un'intervista concessa al Corriere della Sera. La pallavolista non è più solo l'esempio di una Nazionale azzurra multietnica ma ora, grazie al coming out sul quotidiano milanese, anche una icona gay.

"Piangevo e lei mi ha consolata"

Egonu ha le idee chiare sull'omosessualità. L'amore per un'altra ragazza "lo trovo normale", ha detto. Poi il racconto della delusione ai Mondiali. "Dopo la partita ero in lacrime, sono tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata. Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. E che ci avrei sofferto, però, poi, sarei stata meglio".

"Ho vissuto episodi di razzismo, è normale ma non dovrebbe esserlo"

Genitori nigeriani e cittadinanza italiana per l'atleta non sono in contrasto. "Siamo italiane, per me avere origini diverse è normale - ha detto al Corsera -. Mi sono stupita di chi si è stupito dell'amore del Paese verso di noi. Ho vissuto episodi di razzismo, è normale ma non dovrebbe esserlo'' rivelando di essersi resa conto dell'affetto dei tifosi azzurri in aeroporto, una volta atterrate in Italia.

"Penso che l’amore sia in tutto"

Ma la vita di questa 19enne è soprattutto amore. "Penso che l’amore sia in tutto. La telefonata di un amico, le compagne di squadra che si interessano a te e tu a loro. Nasciamo con l’amore, perché nasciamo con nostra madre che ci riempie di baci e ci coccola e vorrebbe che fossimo protetti per tutta la vita. Solo che non sempre è così. Adesso però, almeno per ora, lo è".