Il primo trofeo della storia

Il primo trofeo della storia
di DinamoBasket

Il 9 febbraio è una delle date indelebili della storia biancoblu: al Forum di Assago, contro Siena, la Dinamo Banco di Sardegna conquista la Coppa Italia 2014 

Il primo titolo della storia della Dinamo: incredibile, pazzesco, bellissimo, il Banco il 9 febbraio 2014 ha messo tre piedi nell’Olimpo del basket. Il primo: mettendo ko da underdog l’Olimpia Milano senza Drew Gordon dopo essere stata sotto di 16 punti e aver rimontato 10 punti nell’ultimo quarto. La tabellata di Drake Diener dalla propria metà campo, l’ultima rimessa, la gioia incredibile. Il secondo: interrompendo per prima l’egemonia di Siena che durava da 5 anni consecutivi, 17 partite delle Final Eight senza mai perdere, la caduta degli dei. Infine, il terzo piede nell'Olimpo lo mette inserendo in bacheca, da “provinciale”, il primo incredibile successo della sua storia, con un primo tempo della finale di Coppa Italia che resterà nella storia per la rimonta della Mens Sana e la capacità di soffrire e ribattere colpo su colpo fino alla vittoria. E' stato il trofeo con Travis Diener MVP, con al suo fianco il folletto Marques Green, decisivo come il quasi omonimo Caleb Green, la difesa di Jack Devecchi e l’intelligenza di Brian Sacchetti. E’ stata una Final Eight che rimarrà per sempre nella nostra memoria, arrivavamo da un momento difficile in campionato, due sconfitte consecutive a Cantù e Pistoia, non godevamo certo dei favori del pronostico, anzi eravamo le vittime designate dei quarti di finale contro la fortissima Milano di Langford, Gentile, Moss, Gani Lawal. L’inizio fu disastroso, l’Olimpia si scrollò subito di dosso la pressione, 27-11 al 12’, ma quella squadra aveva dentro qualcosa di speciale, Drake Diener e Caleb Green, Travis insieme a Marques, Tessitori e Devecchi a fare legna con Gordon assente nei quarti di finale, Omar Thomas che aveva giocato migliaia di partite come questa, non riuscimmo a rientrare ma non consentimmo a Milano di fare quel break per chiudere la partita. Il canestro di Drake dalla nostra metà campo in terzo tempo allo scadere del 3° quarto fu il segno del destino, iniziò il suo show personale, Caleb fu imprendibile, riuscimmo a buttare fuori la grande Milano targata Armani. E non solo, Reggio Emilia buttò fuori la testa di serie numero 2 Cantù, e nonostante un White da 32 punti riuscimmo a non farci scappare l’occasione di prenderci la finalissima con 26 punti di Travis e l’apporto fondamentale anche di Gordon recuperato in extremis. Non fu facile perché Reggio aveva un grande spirito, dopo che batti Milano la pressione ti salta addosso, rischi l’appagamento, invece quella squadra aveva gli occhi infuocati, talento, fisicità, disponibilità al sacrificio, la finale era lì dietro l’angolo, ci aspettava l’imbattibile Siena.

Giocammo forse uno dei secondi quarti più belli della storia della Dinamo, 45-28 all’intervallo, una macchina perfetta, Caleb Green fu mostruoso, era il prototipo dell’ala moderna, post basso, tiro da 3 punti, corsa, con lui Travis Diener, genio vincente grazie all’appoggio di Marques Green, due leader, due gestioni, due teste che unite fecero scacco. Ma Siena non ebbe assolutamente intenzione di mollare, rientrò dagli spogliatoi per ribaltare la partita, eravamo in grande difficoltà, proprio uno stepback di Marques ricacciò indietro i senesi, sentivamo che potevamo farcela, i canestri di Travis, le folate di Caleb e Omar Thomas, la concretezza di Drake, non cademmo nella trappola del pressing e della lotteria dei tiri liberi.

Avevamo fatto la storia, il primo titolo della piccola Sassari contro i giganti del basket nel regno del Forum di Assago, il massimo che si potesse sognare. Fu l’anno degli ottavi di finale di Eurocup, una bellissima cavalcata conclusa a Berlino contro l’Alba di David Logan, l’esodo dei sardi in Germania, poi i playoff con Milano che si prese la rivincita, quel 2014 fu scolpito nella pietra e rimarrà probabilmente il più bel ricordo dei cugini Diener alla Dinamo. Caleb Green la notte della finale rubò la coppa e volle dormirci insieme, prima di rientrare in Sardegna la spedizione biancoblu passò per la Turchia, c'era una partita di Eurocup da giocare contro l’Ankara di Vanja Plisnic. L’arrivo in Via Nenni con il piccolo pulmino rosso, i fumogeni e la piazza piena rimarrà un'immagine indelebile nelle menti di tutti. 

 

Sassari, 9 febbraio 2020Ufficio ComunicazioneDinamo Banco di Sardegna