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Novak Djokovic: "Mi serviva un break, ora sono pronto". Cos'hanno detto i big a Torino

di SuperTennis   
Novak Djokovic: 'Mi serviva un break, ora sono pronto'. Cos'hanno detto i big a Torino

Quest'anno ha mancato d'un soffio il Grande Slam. Ma Novak Djokovic resta il numero 1 indiscusso del tennis mondiale. Il serbo è anche il primo a presentarsi, nel media day che precede di due giorni l'inizio delle prime Nitto ATP Finals torinesi.

“Nel 2021 - ha spiegato Nole - non ho giocato tanto come in altri anni, ma ho disputato diversi eventi mentalmente ed emozionalmente più complessi da gestire. Mi hanno richiesto un grande dispendio di energie e avevo bisogno di un break prima di affrontare il finale di stagione. Ho iniziato bene quest'ultima parte dell'anno, vincendo a Parigi, e spero di continuare così”.

“Le Nitto ATP Finals arrivano a fine stagione e sono un torneo difficile da affrontare, anche se è vero che nella prima parte della mia carriera sono state un successo per me. Poi dopo il 2015 non ho più vinto. Può essere che manchi l'energia necessaria, quella che sei costretto a spendere durante la stagione, e  di conseguenza puoi arrivare a non averne abbastanza per l'ultima parte. Ma ci sono state delle battaglie dure, come quella contro Thiem, che mi sono sfuggite per poco. Del resto, non puoi giocare sempre al top contro i migliori 8 del mondo, ti viene chiesto sempre tanto in termini di attenzione e di energie. In anni recenti, Dimitrov, Tsitsipas e Zverev erano molto giovani e tanto motivati: non avevano molto da perdere, erano alle prime esperienze, può essere una ragione dei loro successi”.

“Londra è stato un successo per questo torneo, in un'arena tra le più spettacolari, non solo per lo sport. Ma io sono sempre stato dell'idea che questo evento debba muoversi più spesso, perché è un'ottima promozione e niente meglio delle Nitto ATP Finals può promuovere il tennis. Essere in Italia è speciale, qui il movimento del tennis sta crescendo con Berrettini e Sinner, prima con Fognini. È bello vedere l'eccitazione per questo torneo, da parte dei fan italiani. E l'organizzazione è super, non vedo l'ora di cominciare”.

“Ruud all'esordio? Casper è uno dei lavoratori migliori del Tour e merita di essere qui per la prima volta. Ha avuto un grande anno, ha vinto molto ed è migliorato tanto sul veloce, che non era la sua superficie migliore. È un ragazzo simpatico, ci vado molto d'accordo, so che sta facendo tutto il possibile per crescere. Non avrà molto da perdere, spero di poter iniziare a Torino come ho finito a Bercy”.

“Il Covid? Ha presentato una sfida importante per l'Atp e per tutti gli eventi del Tour. Ora quasi tutti i tornei sono quasi al 100 per cento della capienza, questo cambia le cose. È un buon segno, anche se non tutti i tornei possono farlo. Si tratta di una componente importanti perché molti giocatori dipendono da quanto i tornei danno loro a livello di prize money. Tornare a qualcosa di simile ai livelli pre-covid sarà fondamentale”.


DANIIL MEDVEDEV

Uno di coloro che proveranno a fermare la corsa di Djokovic è il numero 2 Atp, Daniil Medvedev, colui che è stato l'artefice del mancato Grande Slam del serbo. Nole e il moscovita, peraltro, si sono già allenati insieme.

Gli allenamenti con Djokovic? Devi allenarti con gli altri giocatori, per forza. Una volta è il numero 1, una volta è il numero 15. Se cominci a pensare 'oddio, ora scopre i miei punti deboli', sei destinato a essere frustrato. L'allenamento è un allenamento e basta, se uno non vuole allenarsi con qualcuno, semplicemente lo dice e non c'è problema”.

“Non capisco perché mi chiamano con tutti questi soprannomi... Octopus (polipo, ndr) è il più comune, ma quello che mi piace di più è 'orso', perché in russo 'medved' significa proprio orso. Così mi chiamavano anche a scuola. Poi sono gli altri che ti danno il nickname, tu non ci puoi fare molto...".

Nuove rivalità stanno nascendo, altre nasceranno. "Se vuoi giocare coi top 10 devi essere nei quarti o in semifinale di uno Slam. Non sempre è possibile, qualcuno spesso perde prima. Non è facile sviluppare una rivalità tra top players. Io cerco di vincere ogni match, non mi pongo il problema di chi ho davanti, se è un top 10 o un qualificato".

“La rivalità tra i big 3? Ogni rivalità, come la mia con Djokovic, fa storia a sè. Ogni volta devi adattare il tuo stile, quando cambi avevrsario. Cambi delle piccole cose, e queste fanno la differenza perché normalmente niente viene facile nei match di questo tipo. L'obiettivo è chiudere ogni match prima possibile, per risparmiare energie, ma di fronte ai top players bisogna essere pronti a lottare”.

Spesso si è parlato, durante la stagione, di quarantene e di vaccini. “Ho deciso di non parlare della mia salute in generale, non solo del vaccino. In Australia, ad ogni modo, chiunque sarà presente sarà vaccinato. Non vedo alternative al momento”.


ALEXANDER ZVEREV

Un altro dei più attesi è lui, Sascha Zverev. Inserito nel girone di Matteo Berrettini, suo primo avversario.

Berrettini come primo match? Matteo è la superstar qui, non ci sono dubbi su questo. Non vedo l'ora di giocare ma nessun match sarà facile. È il gruppo più difficile il nostro, perché sul veloce anche Hurkacz si esprime al top. Medevdev inoltre è il detentore del titolo... Tuttavia io ho giocato bene per gran parte della stagione e mi sento pronto per dare il massimo”.

“Quest'anno sarà probabilmente decisivo per un cambiamento al vertice, anche se alcuni di noi già non sono più da etichettare come giovani. Carlos Alcaraz è giovane, o Jannik Sinner, ma non noi di 24 o 25 anni. Io ho vinto le Olimpiadi quest'anno e Daniil (Medvedev, ndr) gli Us Open, due grandi traguardi che non sono andati ai Big 3. Novak però è ancora n. 1 e ha vinto 3 Slam, dunque è ancora lui il giocatore da battere. La top 10 intanto sta diventando più giovane, e questo è un bene per la crescita del nostro sport”.


HUBERT HURKACZ 

Nel girone di Berrettini e Zverev ci sarà anche Hubert Hurkacz, alla prima qualificazione per le Nitto ATP Finals. 

“Qui c'è un'atmosfera splendida, e con i fan italiani sarà ancora più speciale. Sinner? È un ragazzo simpatico, si è congratulato con me per il traguardo, ma sono sicuro che lui si qualificherà molte volte per questo torneo in futuro”.

“Non ci pensavo a inizio anno, a entrare nei primi 8. Poi da Miami ho cominciato a pensarci e capire che avevo delle chance. A Torino i campi sono abbastanza veloci, soprattutto comparandoli con gli eventi recenti del Tour”.

 

STEFANOS TSITSIPAS

“Entrambi i gruppi sono difficili. Nel mio, Ruud ha avuto una stagione incredibile, prendendo tanti punti dalla terra ma facendo bene anche sul veloce. Poi c'è Novak che è numero 1, Rublev che sul duro gioca alla grande...”.

Il gomito? Mi faceva male, ho dovuto rinunciare a Parigi per la mia salute, non mi pento di questo. Negli ultimi giorni mi sono sentito meglio, rispetto a 5-6 giorni fa. Farò il possibile per recuperare ed essere al cento per cento”.

“Qualcosa delle Next Gen che potrerei nel circuito? Domanda difficile. Non saprei se c'è qualcosa in particolare ma parliamo comunque di un bel progetto per il futuro. Mi sono divertito a giocarlo, c'era grande intensità in ogni match, e un ambiente elettrizzante che non avevo mai sperimentato in passato”.

“Ho letto libri sul minimalismo, ho capito che gli eccessi non servono per stare bene e che spesso 'less is more'. Penso che capire tutto questo sia importante per me, cerco di stare a contatto con le persone che amo nella mia vita senza cercare sempre qualcosa in più”.


ANDREY RUBLEV

“Non ho niente da perdere in fondo, giocherò tranquillo. Quando giochi contro i migliori devi solo pensare a dare il massimo. Non sono il favorito del mio girone, ma forse potrebbe essere un vantaggio”.

Ruud? In passato è stato vicino a battermi, l'ultima volta abbiamo giocato a Monte-Carlo, un match molto fisico con scambi molto lunghi. Adesso sarà doppiamente difficile perché lui sta crescendo molto rapidamente, anche fuori dalla terra”.

 

CASPER RUUD

“Eravamo tutti molto vicini in questa corsa alle Nitto ATP Finals. E io ero abbastanza nervoso a Parigi, sapevo di giocarmi tutto. Mi ricorderò per sempre il momento in cui mi sono qualificato, resterà nella mia memoria per il resto della vita. A Torino cercherò di godermi il momento, anche se l'ultimo mese è stato molto duro anche emozionalmente, dunque non c'è stato tempo per riposare".

"Novak al primo match? Ha quasi fatto il Grande Slam, è numero 1 del mondo... Io cercherò di capire che tipo di piano di gioco mettere in atto, poi proverò a divertirmi. Lui è numero 1, io numero 8, so di avere una sfida difficile davanti a me, ma questo non vuol dire che parta battuto".

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