2084: Gianni Clerici guarda al futuro

2084: Gianni Clerici guarda al futuro

Esce un nuovo libro di Gianni. Il grande Gianni Clerici che, per chi scrive di tennis, è una sorta di monumento anche dal vivo dei 90 anni che compirà il prossimo 24 luglio. E’ un romanzo, la cui uscita è prevista per il 4 giugno. E questa volta non parla di tennis, come in tante altre occasioni dell’ampia produzione del maestro che si è sempre sentito più uno scrittore prestato al lo sport della racchetta che non un giornalista.

Noi che lo abbiamo letto, prima su Il Giorno e poi su La Repubblica, sin dagli Anni Ottanta e guardato martellare sui tasti della sua Olivetti Lettera 22 nelle sale stampa dei tornei di tutto il mondo, lo abbiamo sempre amato anche nella veste più prosaica del cronista, che poi nel suo caso era lo “scriba”, qualcuno che senza mai ripercorrere le partite nei dettagli, senza mandare a memoria un punteggio, senza mai fare un rigo di cronaca, ti raccontava quello che era davvero successo sul campo meglio di chiunque altro.

Sicuramente la summa della sua felicità è quando, nel 2006, la Hall of Fame del Tennis di Newport lo volle inserire tra gli immortali, cosa che in Italia era accaduta solo a Nicola Pietrangeli, soprattutto a causa di un libro: “500 anni di tennis”, quella sua originalissima storia del gioco tradotta e apprezzata in oltre 10 lingue.

Ciononostante, i suoi romanzi hanno sempre lasciato il segno, sin dal primo “Fuori rosa”, del 1966, ambientato nel mondo del calcio.

L’ultimo “Diario di un parroco del lago” del 2017 ce lo siamo goduto fino in fondo, una bella storia con alcuni tratti autobiografici nel personaggio del protagonista che chi conosce Gianni da una vita può cogliere, aggiungendo così un sapore unico alla storia.

Ora arriva “2084 La dittatura delle donne”. E non vediamo l’ora di andarlo a prendere in libreria.

Nel frattempo vi proponiamo le classiche 20 righe che Baldini & Castoldi hanno messo sul risvolto di copertina per darci un’idea della trama. Un piccolo antipasto, giusto per alimentare l’acquolina.

 “Nel 2084 l'umanità, o ciò che ne resta dopo un disastro ambientale e una nuova guerra mondiale, e regredita a una sorta di medioevo bucolico, dove il controllo dell'ordine è affidato a robot e supercomputer, che hanno il compito di assicurare la sopravvivenza della cosiddetta Dittatura Democratica.

Nel nuovo regime tutto deve essere funzionale e regolamentato: non si può decidere il proprio destino, il desiderio, la creatività, l'eros sono visti con sospetto. Inoltre esso prevede che gli uomini, i Vires, siano destinati alle mansioni più umili, in attesa che i nuovi robot che vanno perfezionandosi possano prendere il loro posto e soppiantarli una volta per tutte. Si, perché il sesso maschile è regredito nella scala gerarchica e ora a comandare sono le donne, moderne Amazzoni. Soprattutto, i rapporti fra i sessi sono banditi e ogni forma di riproduzione e rigidamente controllata.

In questo scenario distopico, la curiosa e impertinente Evonne, figlia di Livia, artista quieta e remissiva, rimane incinta. Di un uomo. E l'uomo è Vijay, un ragazzo della casta degli Assimilati, una sorta di schiavo con capacita artistiche dirompenti.

É cosi che il sistema entra in crisi, mostrando i suoi limiti e le sue falle. Evonne e Livia si sforzano di nascondere il frutto di quella unione divenuta, ora, nel mondo nuovo, assurda e impensabile, ma quel frutto - la piccola, geniale Irma - incarna il cambiamento che non può essere fermato.

In un'epoca in cui non si fa che parlare di crisi della democrazia e di controllo sociale, il romanzo di Gianni Clerici, che fa propri e amplifica echi che vanno dal George Orwell di 1984 all'Aldous Huxley del Mondo Nuovo, per finire alla più recente Margaret Atwood del Racconto dell'ancella ribaltato nei presupposti, riesce insieme a divertire e a farci riflettere”.