3 giugno: auguri Rafa, Maestro dello scacco matto

3 giugno: auguri Rafa, Maestro dello scacco matto

Di solito il suo compleanno lo festeggia al Roland Garros, dove fa la festa a tutti. Il 3 maggio di solito Rafael Nadal sta triturando il mondo sul mattone tritato di Parigi dove ha vinto più di chiunque altro: 12 volte.

Questo record è la pietra angolare della sua caccia al primato di Slam che lo vede oggi a un solo passo da Roger Federer: 19 contro 20. E’ anche il numero che consacra il suo essere, fuori da ogni discussione, il più forte giocatore di sempre sulla terra battuta: alla “rossa dozzina” parigina può infatti aggiungere gli 11 successi al Country Club di Monte-Carlo e i 9 agli Internazionali BNL d’Italia di Roma per un bottino che non ha rivali nella storia.

Cinque anni più giovane di Federer, uno più anziano di Djokovic e Murray, non è certo questa giornata, per la prima volta passata a casa da più di 15 anni a questa parte, che ce lo può far scoprire.

Per l’occasione però siamo andati a guardare nelle pieghe del suo gioco, grazie ai numeri e all’acutezza tecnico-tattica di Craig O’Shannessy (il guru della match-analysis), per provare a spiegare come ha fatto e come fa Rafael Nadal a vincere tutto quello che ha vinto. Per provare a mettere a fuoco l’essenza del suo tennis, che di per sé è semplice come tutte le cose che funzionano bene e molto a lungo. Schematica ed efficace come la tattica di un Grande Maestro di scacchi trasportato su un campo da tennis.

E mentre scopriamo come fai a dare quasi sempre scacco matto ai tuoi rivali, ci uniamo agli auguri di tutto il mondo tennistico: buon compleanno Rafa! (E.A.)

Scacco matto in tre (o quattro) colpi

La tempesta perfetta in una partita di tennis è vedere Nadal che mette tre palle su quattro in campo. Non una di più, non una di meno.

Sono quelle tre o quattro mosse che gli bastano per dare scacco matto all’avversario

C’è una statistica, tra quelle che ho proposto in ATP Beyond The Numbers, che mostra come lo spagnolo sia particolarmente a suo agio negli scambi di media durata, quelli tra i 5 e gli 8 colpi.

I dati si riferiscono a giocatori che abbiamo disputato un minimo di 20 partire in tornei che prevedano la presenza di Hawk-Eye (Occhio di falco n.d.t.) sui campi, a partire dall’inizio del 2018.

La lunghezza degli scambi è divista in tre categorie fondamentali:

0-4 colpi (attacco alla prima occasione)

5-8 colpi (schemi di gioco)

9 o più colpi (scambi lunghi)

È importante tener presente che quando si parla di numero di colpi di uno scambio nel tennis si considera il colpo stesso completato, cioè con la palla che rimbalza nella metà campo avversaria e non semplicemente impatta sulle corde della racchetta che colpisce. Questo per far capire che quando parliamo di uno scambio di 3 colpi intendiamo: un servizio valido, una risposta in campo e un terzo colpo vincente, winner.

Così uno scambio da 2 colpi sarà composto da un servizio valido, una risposta altrettanto valida e un errore del giocatore alla battuta. Per “0 colpi” si intende che il battitore ha commesso un doppio fallo (la palla non ha toccato terra nell’era valida del servizio).

Il meccanismo interno del formidabile gioco di Nadal può essere capito meglio cercando di cogliere, attraverso l’analisi, il numero dei colpi che lui ha in mente di piazzare ogni volta per vincere un punto. L’analisi mette in luce la lucidità e l’efficienza delle sue scelte.

Nadal ha vinto il 59,7 % dei punti (652 su 1092) negli scambi tra della fascia 5-8 colpi dei 33 match presi in considerazione: una percentuale da far girar la testa. Il migliore dopo di lui nella stessa fascia è l’argentino Diego Schwartzman con il 55,9% (547/978), staccato di ben 4 punti percentuali. Un abisso. E al terzo posto c’è Novak Djokovic, con il 55,5% (1043/1879).

I Numeri Uno per efficacia nelle tre fasce di lunghezza dello scambio sono:

Tra 0 e 4 colpi: Daniil Medvedev (Russia) con il 55%;

tra 5 e 8 colpi: Rafael Nadal (Spagna) con il 59,7%;

oltre i 9 colpi: Yoshihito Nishioka (Giappone) con il 56,6%.

Gli scambi di media lunghezza, quelli tra i 5 e gli 8 colpi (che significa 3 o 4 palle giocate da ciascun giocatore), si basano su schemi di gioco specifici, proprio come le mosse su una scacchiera.

Il primo colpo è un servizio o una risposta, che nel caso di Nadal significano tipicamente una battuta carica di effetto indirizzata sul rovescio dell’avversario o un posizionamento arretrato sulla risposta per aumentare le sue possibilità di metterla in campo.

Il suo secondo colpo è mirato a volgere a suo favore una battaglia che comincia alla pari, come un braccio di ferro.

Le componenti che si possono usare per giocare un colpo che metta in difficoltà l’avversario, allo scopo di prendere controllo dello scambio, sono otto: regolarità, direzione, profondità, altezza (della parabola e del relativo rimbalzo), rotazione, potenza, posizione sul campo e tempo.

Il terzo colpo di Nadal di solito mette insieme in un cocktail di grande efficacia due o più degli aspetti sopra menzionati, in un’unica giocata.

Per esempio, gli piace aggirare la palla e, dal lato destro del campo, lui che è mancino, giocare un diritto anomalo molto incrociato per mandare l’avversario destrorso a giocare di diritto molto fuori dal campo. Questo colpo, che Rafa ha piazzato decine di migliaia di volte nella sua carriera, è una miscela devastante di direzione, rotazione, potenza e piazzamento nel campo.

Nel caso in cui Nadal abbia bisogno di un quarto colpo per fare “scacco matto”, la sua posizione sarà quasi sempre dentro il campo per togliere tempo all’avversario, con un effetto velenoso e la palla indirizzata ben dietro l’avversario in corsa.

Il campione spagnolo preferisce di gran lunga costruire questo tipo di combinazione per conquistare il suo “quindici” piuttosto che cercare di finire il punto subito o sfinire l’avversario alla distanza.

Non a caso le sue percentuali di punti conquistati nei tre tipologie fondamentali di lunghezza dello scambio sono:

da 0 a 4 colpi: 52,9% (1126/2127)

da 5 a 8 colpi: 59,7% (652/1092)

Oltre i 9 colpi: 55,3% (412/745)

Il gioco di Rafa non è costruito sulla grande potenza dei primi due colpi. E nemmeno è il più adatto a macinare lunghi scambi all’infinito, dove le percentuali di successo non sono tanto spiccatamente dalla sua parte.

E’ tutta una questione di schemi, di una efficace sequenza di colpi che mettono fuori posizione e in difficoltà l’avversario per permettergli di chiudere il gioco come piace a lui, in tre o quattro mosse.

Nadal è il grande maestro di scacchi del nostro sport