5 luglio: un’emozione lunga 40 anni

5 luglio: un’emozione lunga 40 anni

Sono già passati 40 anni. Sembra impossibile perché quella sfida del 5 luglio 1980 tra Bjorn Borg e John McEnroe in finale a Wimbledon ha continuato a vivere e rivivere nella memoria. E’ il simbolo della capacità del tennis di generare emozioni che restano.

Ci hanno persino costruito sopra un film (Borg McEnroe, uscito nel 2017) che ripercorre le vicende dei due grandi campioni, della loro rivalità, del confronto di caratteri antitetici attraverso l’attesa e, alla fine, l’azione del quel 5 luglio.

Dentro quelle 3 ore e 53 minuti di tennis di altissima qualità, ad altissima densità, ci sono almeno due grandi storie.

La prima è quella del tie-break più emozionante di sempre e non solo perché è finito 18 punti a 16. In quel gioco decisivo del quarto parziale McEnroe annullò 5 match point (dopo averne già dovuti salvare due sul 4-5) e già di per sé fu un’impresa. Lo spettacolo indimenticabile è però quello di due fuoriclasse che nel momento decisivo alzano entrambi il livello e ad ogni punto, nonostante il carico di aspettative e di apprensioni, fanno sempre qualcosa in più, di più bello, più difficile.

Quel tie-break, vinto da John McEnroe, è passato alla storia come “La battaglia del 18-16” e di per sé ha lasciato un segno indelebile.

Poi però rimaneva da giocare il quinto set. Borg partì 0-30 sul proprio servizio, forse ancora segnato dalle occasioni che non era riuscito a sfruttare pochi istanti prima.

Da lì non sbagliò più. Tenne i suoi turni di battuta in modo inesorabile (cederà un solo “quindici”) mentre sul servizio dell’americano si lottò ogni volta. Fino allo strappo finale, suggellato da un passante incrociato, marchio di fabbrica di casa Borg: 1-6 7-5 6-3 6-7 (16) 8-6. Un punteggio che resta inciso nella storia del tennis insieme al quinto titolo consecutivo di Borg (1976-1980).

Questa è la seconda grande storia, la grande impresa inedita cui abbiamo potuto assistere 40 anni fa (chi è sufficientemente “anziano” per averla vista dal vivo sul Centre Court o in televisione, sul primo canale della Rai, che allora trasmetteva Coppa Davis, Internazionali BNL d’Italia, finale del Roland Garros e finale di Wimbledon).

Poi vennero Roger Federer (anche lui 5 successi consecutivi 2003-2007) e Rafael Nadal (e Djokovic e Murray…) a inventare nuove storie e nuovi brividi sull’erba. Ma si può dire che le grandi emozioni tennistiche di massa, a livello mondiale, siano cominciate quel 5 luglio di 40 anni fa.

John McEnroe a saettare servizi slice e volée taglienti con la sua Wilson Jack Kramer Pro Staff in legno; Bjorn Borg a infilzarlo di passanti con la sua Donnay Allwood, pure di legno ma tutta verniciata di nero, scritte bianche e arancioni, grip in cuoio lunghissimo per ospitare la presa del suo leggendario rovescio a due mani. Che spettacolo!